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Auguri a Piero Piccioni: a Roma una ricca mostra ricorda il centenario della nascita del grande musicista

Per ricordare degnamente il centenario della nascita a Roma è stata allestita una mostra, inaugurata il giorno del suo compleanno e aperta sino al 6 gennaio

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Giuseppe Costigliola

14 Dicembre 2021


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Piero Piccioni è stato uno dei maggiori musicisti del Novecento italiano. La sua fama è legata alle meravigliose colonne sonore entrate nella storia e nell’immaginario del cinema della seconda metà del Novecento – oltre trecento in un cinquantennio di carriera ­,– ma in realtà il pianista e direttore d’orchestra torinese è stato un compositore completo, un innovatore che ha esplorato ogni campo della sua arte: dal jazz alla classica, dai ritmi brasiliani e afrocubani a quelli funky, dalle sonorità rock a quelle hip hop (composte quando il genere non era ancora stato codificato!), dagli afflati operistici alle canzoni pop. Piccioni è stato l’unico musicista europeo ad aver suonato con Charlie Parker, e le sue opere si stagliano nel già di per sé straordinario panorama degli autori di musica da film che l’Italia ha prodotto nel secolo passato, segnalandosi per una originalissima inventività melodica (unica per passo, lunghezza e ariosità) e la sapienza orchestrale e contrappuntistica. Come spesso accade in questo strano Paese, Piccioni è più conosciuto ed apprezzato all’estero, e a diciassette anni dalla morte la sua musica viene costantemente riscoperta e campionata, segno di un’evidente modernità.

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Piccioni nacque il 6 dicembre 1921, e per ricordare degnamente il centenario della nascita a Roma è stata allestita una mostra, inaugurata il giorno del suo compleanno e aperta sino al 6 gennaio, nei Forum Theatre accanto ai Forum Studios, gli studi di registrazione che il compositore aprì nel 1970 al quartiere Parioli con il nome di Ortophonic insieme ad alcuni prestigiosi colleghi: Ennio Morricone, Armando Trovajoli, Luis Bacalov ed Enrico De Melis. L’evento, dal suggestivo titolo “Piero Piccioni Experience”, è curato dal figlio Jason con Nicola Vicidomini e Marco Patrignani, con la collaborazione del celebre giornalista musicale e produttore discografico Adriano Mazzoletti, David Barsotti, il musicista e sound designer Federico Savina, la cantante Valentina Piccioni (figlia dell’artista), l’attrice Gloria Paul (che ha condiviso con l’amato Piero una lunga fetta di vita) e la sua collega Giovanna Ralli.

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Già dai nomi e dal numero dei collaboratori si evince la ricchezza della mostra, che propone un ampio racconto della lunga e fortunata carriera del compositore, con un imponente apparato iconografico e sonoro. Raccoglie infatti oltre 150 fra manifesti cinematografici d’epoca, bozzetti originali, locandine, fotobuste, fotografie, dediche di personalità del mondo della cultura, del cinema e dell’alta società, premi, contratti e accordi per i compensi delle colonne sonore commissionate da produzioni italiane ed estere, circa 200 dischi originali a 33 e 45 giri, più di 500 registrazioni master, il tutto con un fitto calendario di eventi, di proiezioni e ascolti.

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Nel cospicuo materiale esposto, da segnalare le decine di grandi poster originali concessi dal collezionista Alessandro Orsucci, che propongono un viaggio nostalgico e storiograficamente denso tra molti capolavori della filmografia italiana: Mani sulla città, Polvere di stelle, Il medico della mutua, Travolti da un insolito destino…, Fumo di Londra, La decima vittima, Amore mio aiutami, Il disprezzo, La notte brava, Io la conoscevo bene, C’era una volta, Cronaca di una morte annunciata, Il caso Mattei e numerosi altri, poiché Piccioni ha musicato i film di grandi maestri: Rosi (13 dei suoi 17 lungometraggi), Visconti, De Sica, Rossellini, Monicelli, Bertolucci, Douglas, Bolognini, Lattuada, Godard, Comencini, Pietrangeli, Damiani, Petri, Risi, Wertmüller e tanti altri, oltre ad aver impreziosito numerose pellicole di genere, alcune divenute dei cult.

Piccioni era un uomo raffinato e di grande cultura non solo musicale, che amava stare lontano dai riflettori. Della sua intelligenza e umanità hanno dunque beneficiato solo parenti ed amici, ma questa mostra è l’occasione per gli appassionati e i curiosi della sua arte e della cultura italiana per fare un po’ più da vicino la sua conoscenza, anche per gli aspetti artistici meno noti, come ha sottolineato il figlio Jason in un’intervista rilasciata all’Ansa: “Da questa mostra esce l’uomo noto a pochi. Tutti conoscono le musiche dei film di Sordi, il suo più grande amico. La sua musica si ascolta di più all’estero, però è quella del Piccioni pioniere, le colonne sonore come Camille 2000 o Colpo rovente, con quel sound fine anni Sessanta che oggi molti internazionali stanno campionando. Il Piccioni retrofuturista poco conosciuto rispetto ai brani famosissimi come “Amore, amore, amore” o “Fumo di Londra”.

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Dunque, buona visione.

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