Maroccolo suona la follia di “Sognando” con Don Backy

Il bassista-compositore rivista il brano, bellissimo, in un nuovo album tra rock ed elettronica che affascina e ha ospiti eccellenti

Gianni Maroccolo da Twitter

Gianni Maroccolo da Twitter

GdS 20 giugno 2020
“Sognando” di Don Backy, del 1971, è una delle canzoni più toccanti, profonde e sconvolgenti della cultura musicale italiana: racconta del precipizio della follia, della realtà feroce del manicomio, di un amore perduto. Mina, nel 1978, ne dette una versione di stupefacente drammaticità nella purezza del suo canto. Facile quindi interpretarla e scivolare nel banale o nel già detto. Gianni Maroccolo, compositore e polistrumentista, bassista sessantenne passato dai Litfiba ai Cccp, dai Csi alla collaborazione con i Marlene Kuntz, produttore, ne dà una versione che dimostra quanto sia capace di scartare dai binari consueti, una versione corrosiva di un rock spiazzante e difficile da incasellare insieme allo stesso ottantenne Don Backy e a Stefano Rampoldi in arte “Edda”, entrambi al canto. La cover è inserita in “Alone vol. IV”, album appena pubblicato per Contempo Records.

Il tema di fondo, avvisa l’ufficio stampa, è per l’appunto la follia. Lungo le tracce musicali Maroccolo compie un autentico viaggio tra sonorità che da un lato sperimentano, dall’altro attingono a più panorami sonori. Il bassista compositore porta a galla tanto una maestria tecnica superlativa (quale ha), quanto la capacità di sviluppare la lezione del rock-new wave primi anni ’80 del secolo scorso e di esplorare sonorità tra elettronica ed echi della canzone d’autore. Tra i brani si evidenzia, per originalità, la mini-suite “Tso X” (il tso è il trattamento sanitario obbligatorio).

Nel confezionare “Alone vol. IV” Maroccolo ha avuto un bel gruppo di ospiti: oltre a Don Backy e Rampoldi, l’ufficio stampa cita Matilde Benvenuti, Giorgio Canali, Flavio Ferri dei Delta V, Umberto Maria Giardini, L’Aura, Luca Martelli, Teho Teardo. Il video di “Sognando” è diretto da Michele Bernardi che firma l’animazione con Marco Cazzato.



Qui il testo di “Sognando”

me ne sto lì seduto e assente, con un cappello sulla fronte
e cose strane che mi passan per la mente
avrei una voglia di gridare, ma non capisco a quale scopo
poi d'improvviso piango un poco e rido quasi fosse un gioco
se sento voci, non rispondo
io vivo in uno strano mondo
dove ci son pochi problemi
dove la gente non ha schemi

non ho futuro, né presente, e vivo adesso eternamente
il mio passato è ormai per me, distante
ma ho tutto quello che mi serve, nemmeno il mare nel suo scrigno
ha quelle cose che io sogno, e non capisco perché piango
non so che cosa sia l’amore
e non conosco il batticuore
per me la donna rappresenta
chi mi accudisce e mi sostenta

ma ogni tanto sento che, gli artigli neri della notte
mi fanno fare azioni non esatte
d’un tratto sento quella voce, e qui incomincia la mia croce
vorrei scordare e ricordare, la mente mia sta per scoppiare
e spacco tutto quel che trovo
ed a finirla poi ci provo
tanto per me non c'è speranza
di uscire mai da questa stanza

sopra un lettino cigolante, in questo posto allucinante
io cerco spesso di volare, nel cielo
non so che male posso fare, se cerco solo di volare
io non capisco i miei guardiani, perché mi legano le mani
e a tutti i costi voglion che
indossi un camice per me
le braccia indietro forte spingo
e a questo punto sempre piango

mio dio che grande confusione, e che magnifica visione
un’ombra chiara mi attraversa, la mente
le mani forte adesso mordo e per un attimo ricordo
che un tempo forse non lontano, qualcuno mi diceva: “t'amo”
in un addio svanì la voce
scese nell'animo una pace
ed è così che da quel dì
io son seduto e fermo qui