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Due anni di carcere per canzoni contro il re: la Spagna condanna due rapper

Ma la sinistra esplode: "è un oltraggio alla libertà di espressione"

Due anni di carcere per canzoni contro il re: la Spagna condanna due rapper

GdS

6 Marzo 2018 - 18.56


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Due rapper spagnoli, José Miguel Arenas, in arte Valtonyc, e Pablo Hasel sono stati condannati rispettivamente a tre anni e mezzo e due anni e un giorno di carcere per delle loro canzoni definite dai giudici offensive per la Corona spagnola e tacciate di apologia del terrorismo.

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I due artisti hanno invocato la libertà di espressione, senza successo. Valtonyc, in alcune sue canzoni, ha definito “mafiosi” i Borbone e preso posizione in difesa dell’Eta, il gruppo armato basco. Analoghi i motivi della condanna di Hasel, che ha replicato “non mi piegheranno mai, fascisti di merda”. 

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Hasel ha tra l’altro scritto una canzone contro il re Juan Carlos illustrata da una vecchia intervista in video nella quale il monarca oggi emerito definiva il dittatore Francisco Franco come “un esempio vivente”. Valtonyc, che dovrà entrare in carcere, ha risposto con una nuova canzone intitolata “Vai e digli che ho migliaia di missili puntati contro sua maestà”. Secondo i giudici i loro testi «non realizzano una critica politica al capo dello stato, ma ingiuriano, calunniano o minacciano di morte».

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La sinistra spagnola e catalana è insorta, specie Podemos e i catalani di Erc,  il cui leader Oriol Junqueras è in carcere a Madrid, e surriscaldato i social. «In Spagna si va in carcere per una canzone, non per avere saccheggiato le banche» ha denunciato ‘@laquintacolumna’ su Twitter. Il quotidiano Publico ha denunciato «lo scacco alla libertà di espressione», citando 10 scandali di corruzione politica in Spagna per i quali le condanne sono state inferiori a quelle dei due cantanti.

 

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