Attori, scrittori, musicisti: "Partiti, mettete la cultura nei vostri programmi"

Verdone, Cristina Comencini, Fresu, scrittori, studiosi scrivono a chi vincerà e a chi sarà all'opposizione: "Cultura è la grande assente nelle elezioni". Leggi il testo e i 50 nomi

Carlo Verdone

Carlo Verdone

GdS 26 febbraio 2018

Registi-attori come Carlo Verdone e Cristina Comencini, scrittori come Emanuele Trevi, artisti, un cuoco come Massimo Bottura, studiosi: in tutto cinquanta figure di riferimento in vari campi firmano un appello pubblicato sul Messaggero affinché chi guiderà il Paese dopo il 4 marzo, e chi starà all’opposizione, abbia a cuore la cultura, la “grande assente” dalla campagna elettorale. ''Restituiamo all'Italia il suo ruolo di culla della cultura e della civiltà. Rilanceremo l'Europa guidandone la rifondazione, restituendo non solo dignità ai cittadini, ma futuro a chi sente di esserne privo''. Il messaggio è indirizzato ''a chiunque, dopo il 4 marzo, avrà responsabilità al governo o all'opposizione. Abbia cura della cultura e dei diritti dei cittadini''.
Scrivono i firmatari: la cultura è la "grande assente”. Invece ora più che mai serve un "impegno a tutto campo per puntare sulla cultura, il motore della crescita civile". E, scrivono, tutti i partiti dopo il voto devono "puntare sulla cultura" attingendo "anche alla competenza e all'energia delle migliori risorse del paese".
All’appello si può aderire inviando una mail [email protected]


La prima firmataria è Marina Valensise, creatrice di “Vale”, cioè “Valorizziamo aziende artisti lavoro esperienze”, ex direttrice dell’Istituto italiano di Cultura a Parigi.
Ecco cosa dice il testo: "A scuola gli allievi prendono a coltellate i professori e i loro genitori li prendono a calci. Nei musei, si oscurano i nudi di Schiele e le bambine di Balthus. Nelle università si riscrive la storia, e nei teatri si riadattano i classici ai pregiudizi contemporanei. Per le strade, il pestaggio sostituisce il confronto delle idee, mentre sul web spopolano l'insulto e la condanna preventiva. In tutto il mondo, negare la cultura genera nuova violenza, ma in Italia si aggiunge il rischio della dissoluzione civile".


"Urge perciò – continua l’appello - un impegno a tutto campo per puntare sulla cultura, purtroppo grande assente della campagna elettorale. Restituiamo all'Italia il suo ruolo di culla della cultura e della civiltà. Rilanceremo l'Europa guidandone la rifondazione, restituendo non solo dignità ai cittadini, ma futuro a chi sente di esserne privo. Cultura è aver cura, è il motore della crescita civile, è coscienza del patrimonio inestimabile di cui siamo depositari, a cominciare dalla lingua che parliamo, dai monumenti fra i quali viviamo, dai centri storici e dal paesaggio che ci circondano".
I firmatari scrivono inoltre:


"Puntare sulla cultura significa valorizzare i tesori ricevuti in dono dal passato e farli rivivere per consegnarli alle nuove generazioni, col senso pieno di comunità che accompagna chi ne è consapevole. Ritornare alla cultura vuol dire, dunque, pensare nuove strategie per educare e ispirare i più deboli, grazie ai prodigiosi strumenti che abbiamo a disposizione. È questo uno fra i primi compiti che spettano a chiunque, dopo il 4 marzo, avrà responsabilità al governo o all'opposizione. Abbia cura della cultura e dei diritti dei cittadini, attinga anche alla competenza e all'energia delle migliori risorse del paese, e valorizzi nell'interesse di tutti un immenso capitale da preservare con passione".


I nomi dei firmatari


Di seguito, i nomi dei firmatari che hanno aderito all’iniziativa di Marina Valensise:


Vera Slepoj, psicoterapeuta;


Raffaele La Capria, scrittore;


Carlo Verdone, regista;


Maurizio Bettini, antichista;


Paolo Fresu, musicista, compositore;


Luca Serianni, storico della lingua italiana;


Quirino Principe, filosofo della musica;


Toto Bergamo Rossi, restauratore;


Patrizia Asproni, Presidente Confcultura;


Pina Amarelli Mengano, imprenditrice;


Paolo Portoghesi, architetto;


Enrico Vanzina, sceneggiatore e scrittore;


Carlo Olmo, storico dell'architettura;


Massimo Bottura, cuoco;


Enrico Rava, musicista;


Eva Cantarella, grecista;


Elio Pecora, poeta;


Raffaele Casarano, musicista, compositore;


Marco Filoni, filosofo;


Marco Giammona, ingegnere;


Emanuele Trevi, scrittore;


Stefano Gervasoni, musicista, compositore;


Paola Gribaudo, editore;


Vittorio Montalti, musicista, compositore;


Marco Tullio Giordana, regista;


Daria Galateria, saggista;


Dino Rubino, musicista, compositore;


Marcello Smarrelli, storico dell'arte e curatore;


Paolo Gori, editore;


Alessandro Campi, storico e politologo;


Alberto Saravalle, professore, avvocato;


Elena Loewenthal, traduttrice;


Antonio Forcellino, restauratore;


Emanuele Torquati, pianista;


Massimo Alvisi, architetto;


Giuseppe Caccavale, artista;


William Greco, musicista, compositore;


Luca Campigotto, fotografo;


Francesco Filidei, musicista, compositore;


Giorgio Sasso, violinista;


Enzo Restagno, saggista;


Francesco Mario Corrao, arabista;


Cristina Comencini, scrittrice e regista;


Brunello Tirozzi, fisico;


Noemi Paolini Giachery, saggista;


Emerico Giacheri, italianista;


Roberto Deidier, comparatista;


Bianca Maria Frabotta, italianista e poetessa;


Silvia Ronchey, bizantinista;


Massimo Di Gesu, compositore;


Ennio Pouchard, critico d'arte.