Da Gerry Scotti a Iva Zanicchi, quando lo show si dà alla politica

Oprah Winfrey o Ivanka Trump for president? I precedenti italiani non hanno lasciato molte tracce. Ornella Vanoni, Luca Barbareschi ... Negli Usa invece...

Oprah Winfrey

Oprah Winfrey

GdS 12 gennaio 2018

Enzo Verrengia


 


Dai media alla politica il passaggio corre sul filo della scansione televisiva e attraverso il cyberspazio digitale. Due itinerari ai quali si deve aggiunge quello che parte dal cinema e può approdare al più alto scranno istituzionale del pianeta. Riflessioni suggerite dalla standing ovation per Oprah Winfrey come prossima candidata alla Casa Bianca, appannando con la forza del Golden Globe quanto si auspicava per Michelle Obama. E contro di lei, sempre per ipotesi o auspici, Ivanka Trump, che attrice e conduttrice televisiva non è, ma pur sempre icona mediatica, inoltre figlia di un presidente estraneo alla cerchia parlamentare di Washington e molto favoleggiato in precedenza dalla comunicazione di massa. Michael Beschloss analizza con lucidità impietosa la politica-spettacolo nel suo libro Guerra fredda (Mondadori, 1991, 814 pagine).


 


Le nuove frontiere della politica, Oprah Winfrey


 


La combinazione fra la Tv e il gradimento dell’elettorato impoverisce la qualità dei temi finché: «Le campagne presidenziali americane tendono a trattare i problemi internazionali con una semplicità da fumetti». Ma questa tendenza ormai prevale anche all’estero. Si prenda l’Italia. Non solo Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Federico Moccia è stato sindaco di Rosello, un comune di 320 abitanti in provincia di Chieti, zona originaria della famiglia della moglie, Giulia La Penna. Diviene così amministratore uno degli scrittori più amati in Italia, che si lega al cinema per il successo dei film tratti dai suoi libri e per essere il figlio di Giuseppe Moccia, in arte Pipolo, indimenticabile sceneggiatore ed autore televisivo insieme a Franco Castellano.
Non andò altrettanto bene ad Ornella Vanoni, quando si candidò consigliera alle ultime amministrative di Milano ed ottenne solo 36 voti nella sua lista che appoggiava Letizia Moratti. Meglio la carriera politica di Ombretta Colli, la signora Gaber. Esordisce al parlamento europeo nel 1994. L’anno dopo si dimette per sedere alla Camera nelle file di Forza Italia. Ricopre incarichi importanti: presidente della provincia di Milano, senatrice e sottosegretaria per la Lombardia alle Pari opportunità, moda e design. Luca Barbareschi, deputato per il Popolo delle Libertà alle penultime politiche, fu nominato poi vice presidente della Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni.
Iva Zanicchi, l’Aquila di Ligonchio, malgrado la grande presa popolare, sia nel 1999 che nel 2004 non raggiunge il numero necessario di preferenze per entrare al parlamento europeo. Vi siederà solo nel 2008 per la rinuncia di Mario Mantovani che sceglie il senato. L’elezione diretta della Zanicchi arriverà invece con la tornata del 2009. In quegli stessi scranni sedeva Elisabetta Gardini, il cui ingresso in politica data dal 1994 e attraversa il parlamento e il consiglio regionale del Veneto. Più breve l’esperienza da deputato di Gerry Scotti, che venne eletto nel 1987 per il Psi e rimase in carica fino al 1992. Transita per la Puglia il percorso politico di Gabriella Carlucci, sindaco di Margherita di Savoia nel 2010.
Anche nella Storia si trovano esempi di personalità dello spettacolo passate alla politica. L’imperatrice Teodosia aveva esordito in teatro, qualificandosi ben presto per la sua esistenza molto chiacchierata. Vale anche per gli inizi di Jiang Qing, la terza ed ultima moglie di Mao Tse Tung. Da giovane viveva a Shangai, dove lavorò sulle scene teatrali con lo pseudonimo di Lán Píng (“mela blu”).
Era un’attrice radiofonica e cinematografica Maria Eva Duarte, poi divenuta Evita Peron. Dalle umilissime origini di Los Toldos al trionfo sancito dal musical di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber.


Tra Reagan e Eastwood
Clint Eastwood l’8 aprile 1986 fu eletto sindaco di Carmel-by-the-Sea, una cittadina costiera della California. Esercitò questa funzione per due anni, poi declinò l’offerta di ricandidarsi. Si rivelarono infondate le voci di un suo tentativo per la presidenza degli Stati Uniti. Quella che occupò con successo dal 1980 al 1988 l’ex attore Ronald Reagan, cui si attribuisce la vittoria sull’impero del male sovietico.
Per ritrovare un surrogato di tale iconografia bisognò attendere che Arnold Schwarzenegger divenisse governatore della Californa. Da Terminator a Governator.
Nel ‘71 Robert Redford interpreta Il candidato, di Michael Ritchie. Giovane, affascinante e ambizioso, il protagonista si lascia plasmare dallo staff delle pubbliche relazioni e soprattutto dal padre, veterano di Washington. Il film, ritenuto allusivo alle vicende dei Kennedy, è un apologo sul politico che diviene un prodotto ad hoc per i media.