Una vittoria sulla pandemia: lo storico Cinema Azzurro Scipioni di Roma non chiuderà

La creatura del regista, sceneggiatore e scrittore Silvano Agosti non dovrà quindi chiudere per sempre i battenti grazie a una partnership con la BNL e la capogruppo BNP Paribas.

Il cinema Azzurro Scipioni

Il cinema Azzurro Scipioni

Giuseppe Costigliola 13 aprile 2021

Finalmente una buona notizia: il cinema Azzurro Scipioni di Roma, destinato a chiudere per mancanza di fondi, anche a seguito della situazione causata dalla pandemia che ha paralizzato l’attività e le iniziative del mondo dello spettacolo, sarà salvato da una partnership con la BNL e la capogruppo BNP Paribas.

La creatura del regista, sceneggiatore e scrittore Silvano Agosti, che aveva fondato il locale quarant’anni or sono, facendone un luogo di incontro e cultura, vera e propria cattedrale del cinema d’autore, non dovrà quindi chiudere per sempre i battenti, privando gli spettatori di un’occasione unica per conoscere e apprezzare un diverso modo di intendere la settima arte. Anzi, grazie al supporto offerto dagli istituti finanziari che hanno assicurato il loro contributo, la storica sala romana potrà essere rinnovata dopo una necessaria ristrutturazione conservativa che ne consentirà il rilancio e la riqualificazione, dandole nuova vita e aprendo prospettive di sviluppo tanto più auspicabili quanto più foschi appaiono gli orizzonti di ripresa del settore, particolarmente martoriato dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria.

Entrare nell’Azzurro Scipioni è un’avventura della mente e dell’anima. Le sue porte recano tracce e testimonianze di grandi artisti, con frase colme d’affetto verso un uomo, Silvano Agosti, che con la sua creatura ha nutrito generazioni di cinefili, avvicinato il cinema d’autore al grande pubblico. Vi si potevano ammirare capolavori senza tempo, film non distribuiti, spariti dalla programmazione, le opere dello stesso Agosti. Ma le sale erano anche uno straordinario punto d’incontro culturale, vi si sono tenuti reading di poesie, concerti di compositori di colonne sonore, come quello dell’indimenticato Ennio Morricone. Questo luogo, che ha ospitato giganti del cinema italiano come Antonioni, Fellini, Monicelli, Scola, Bertolucci, Bellocchio e tanti altri, che ha visto seduti sulle sue poltrone numerosi protagonisti della letteratura e della poesia, vedrà dunque raccolto il grido di aiuto e di denuncia del proprio ideatore e responsabile, il quale settimane fa aveva annunciato la decisione di interrompere la quarantennale attività dell’Azzurro Scipioni, ancora una volta per mere questioni economiche, poiché purtroppo neanche l’arte può sottrarsi alle dure e spietate regole del denaro.

La meritoria iniziativa ora messa in campo assicurerà quindi un’attesa boccata di ossigeno a un’eccellenza in campo culturale, che non meritava di veder conclusa così penosamente la sua fecondissima esperienza. Perché malgrado il potere sempre maggiore che stanno assumendo le piattaforme streaming, rimaniamo convinti che il settore produttivo cinematografico non potrà prescindere dalle sale. Un cinema che chiude è una perdita collettiva, un impoverimento culturale e umano, che rende la società e il mondo in cui viviamo meno nobili, meno affascinanti, meno colorati. In altre parole, meno belli e accoglienti.