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Maria by Callas, ritratto di diva fragile: la voce dell'artista si racconta

Ricco di immagini inedite, fotografie, registrazioni private, lettere e filmati d'archivio, tutto è come fosse raccontato dalla stessa soprano in prima persona.

Maria by Callas, ritratto di diva fragile: la voce dell'artista si racconta

GdS

2 Novembre 2017 - 09.06


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Quanto possono essere affidabili i documentari sui grandi personaggi che la storia ha perduto? Persino quelli prodotti ‘in vita’ degli artisti risultano spesso falsati, deformati, concentrati su alcuni dettagli e non su altri. Per questo Tom Volf ha deciso di provare a lasciar scegliere all’artista stessa cosa avrebbe raccontato per descriversi, e si è affidato alle sue parole, rintracciate nel tempo tra carte, lettere, registrazioni.

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Quando Maria Callas ha finito di cantare ‘Casta Diva’ dalla Norma di Vincenzo Bellini, applausi a scena aperta nella sala Sinopoli dell’Auditorium, come se la mitica soprano fosse proprio lì ad ascoltarli.

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É l’effetto del bel documentario ‘Maria By Callas’ di Tom Volf, presentato alla Festa di Roma e che arriverà in sala con la Lucky Red. Un film che arriva a 40 anni dalla morte della mitica cantante lirica e che rivela le sue fragilità, le contraddizioni e, soprattutto il suo grande amore, l’unico per lei, per Aristotele Onassis.

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Un amore che diventa odio, come si legge in una sua lettera inedita proposta nel documentario, quando scrive dell’armatore greco, ormai legato a Jackeline Kennedy, “è un gran porco” e ancora, rivolta ad entrambi:”ve la farò pagare”.

In ‘Maria by Callas’, ricco di immagini inedite, fotografie, registrazioni private, lettere e filmati d’archivio del dietro le quinte degli spettacoli, tutto è come fosse raccontato dalla stessa soprano in prima persona. Ne esce fuori una donna con molti rimpianti, su tutti quello di non aver avuto una famiglia, fragilità e momenti di profonda depressione.

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E questo raccontando una vita in cui sono passati personaggi come Marilyn Monroe, Alain Delon, Yves Saint-Laurent, J.F. Kennedy, Luchino Visconti, Winston Churchill, Grace Kelly e Liz Taylor.

Una delle fonti primarie del regista è stata Nadia Stancioff, la migliore amica della Callas, che una volta le disse:”se dovessi morire prima di te, voglio tu dica a tutti chi ero davvero”.

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“Ci ho messo quattro anni per mettere insieme tutto il materiale trovato in tutto il mondo – spiega il regista -. È stata un’impresa raccogliere materiali che contenessero unicamente le sue parole. E questo per fornire poi al pubblico un’intima immersione nel suo personaggio. Abbiamo studiato ben 400 lettere forniteci anche dai suoi amici in tutto il mondo come dal suo maggiordomo e cameriera che erano un po’ la sua famiglia. Tutti comunque – continua – ci hanno fornito il materiale volentieri quando hanno capito che volevamo fare su di lei un lavoro onesto e privo dei soliti pettegolezzi”.

Certo spiega ancora Tom Volf “abbiamo volutamente trascurato il suo rapporto difficile con la bilancia o le sue crisi nervose, anche perché la nostra intenzione è sempre stata quella di fare un film con le sue sole parole, dal suo punto di vista”.

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