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La lentezza e la bellezza: due tipografi e la loro arte poetica

Nelle sale il film-documentario di Silvio Soldini "Il fiume ha sempre ragione". Protagonisti Alberto Casiraghy e Josef Weiss.

La lentezza e la bellezza: due tipografi e la loro arte poetica
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9 Settembre 2016 - 10.30


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Finalmente è arrivato nelle sale cinematografiche il film documentario di Silvio Soldini, un film sulla lentezza e sulla bellezza in un tempo in cui velocità, fretta, superficialità si accompagnano con la bruttezza conformista etica ed estetica. Il film di Soldini è dedicato a due artigiani tipografi, Alberto Casiraghy e Josef Weiss. Casiraghy vive e lavora a Osnago vicino a Lecco, è l’editore di Pulcinoelefante, 9400 libri stampati e curati alla perfezione: poesie, aforismi, meraviglia. Weiss, tipografo, rilegatore e restauratore di libri, lavora nel Canton Ticino.
Casiraghy è uomo di poesia, aneddoti e aforismi. Sono tanti gli artisti, i disegnatori e i poeti che assieme a lui stampano le loro opere con una stampante meccanica a caratteri mobili. Weiss ha il suo atelier a Mendrisio in Svizzera nel Canton Ticino, un “convento laico” a sentire Casiraghy. L’attesa è grande per questa narrazione controcorrente, che ci conduce nei luoghi di resistenza e di bellezza, attraverso chi con la stampa, la poesia, la grafica e la tipografia restituisce umanità e tempo giusto alla vita. L’arte manuale, il silenzio, la cura.

Il titolo viene da una considerazione di Casiraghy. In una bella intervista a Famiglia Cristiana il regista dice: “A un certo punto del film Alberto Casiraghy è sulla sponda del fiume Adda e commentando l’incuria degli uomini che inquinano dichiara : il fiume ha sempre ragione. Una rivendicazione della potenza della natura malgrado tutto”. E ancora: “Il film è nato da una mia curiosità: perché queste due persone continuano a operare in questo modo in un mondo che va nella direzione opposta, che è quella della velocità, che non bada molto alla qualità e alla bellezza? I due credono in valori come quello della lentezza e della cura che in questo mondo stiamo perdendo. Altre loro caratteristiche sono la gentilezza e la mitezza, che si respirano nei loro atelier. Sono poeti della vita, innanzitutto, in loro non c’è niente di commerciale, il loro lavoro non dà loro un vero reddito. Entrambi vivono con niente. Il danaro per loro non è un valore”.
Poeti della vita, quindi. Che fanno della povertà, intesa come misura, la più grande ricchezza. “Questi due personaggi straordinari possono lanciare un messaggio nella bottiglia, riscoprire una nuova dimensione di vita. Per alcuni la velocità è un valore, per loro lo è la lentezza”.

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