“Michael”, il biopic su Michael Jackson tra mito e realtà

Il film di Antoine Fuqua punta sull’omaggio al re del pop e lascia sullo sfondo le zone d’ombra. 


“Michael”, il biopic su Michael Jackson tra mito e realtà
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23 Aprile 2026 - 15.18 Culture


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E’ arrivato ieri nelle sale, il 22 aprile, il biopic dedicato a Michael Jackson dal titolo “Michael”, diretto da Antoine Fuqua e presentato in anteprima a Berlino. Il film ripercorre la vita del re del pop privilegiando un racconto celebrativo, più attento al mito che alle contraddizioni dell’artista.

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Protagonista è Jaafar Jackson, nipote della popstar, al suo debutto cinematografico. Nel cast anche Colman Domingo nel ruolo del padre Joe Jackson, Nia Long nei panni della madre Katherine Jackson, Kendrick Sampson come Quincy Jones e Miles Teller nel ruolo dell’avvocato John Branca.

La narrazione parte dagli anni dell’infanzia, con Michael impegnato nelle prime esibizioni con i Jackson 5, fino al successo planetario degli anni Ottanta, culminando nel periodo dell’album “Bad”. Particolarmente riuscita la parte dedicata all’infanzia, che mostra il talento precoce e il rapporto difficile con il padre.

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Il film, prodotto anche con il coinvolgimento della Michael Jackson Estate, punta soprattutto a celebrare il genio musicale e il carisma dell’artista, ricostruendo con grande cura coreografie e performance. Tuttavia, lo sguardo resta spesso superficiale sul piano psicologico, lasciando in secondo piano le fragilità e le contraddizioni personali.

Alcuni momenti accennano alle inquietudini del cantante: la solitudine, la ricerca ossessiva della perfezione, il rapporto complesso con la famiglia e l’incidente che gli causò gravi ustioni. Temi però solo sfiorati in un racconto dominato da un’impostazione agiografica.

La pellicola evita inoltre di affrontare apertamente le accuse di molestie che hanno segnato la vita dell’artista, vicende per cui Michael Jackson fu poi assolto nel 2005. Una scelta che ha suscitato discussioni e che sarebbe legata anche a questioni legali.

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Non mancano tensioni anche all’interno della famiglia: alcuni membri, tra cui La Toya Jackson e i figli Prince e Bigi, hanno sostenuto il progetto, mentre Janet Jackson e Paris Jackson hanno espresso critiche o preso le distanze.

Il finale lascia aperta la possibilità di nuovi capitoli, con la scritta “la storia continua”, ma resta l’incognita su come eventuali sequel affronteranno gli aspetti più controversi della vita del re del pop.

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