Al MAXXI arriva Tragicomica: un nuovo punto di vista sull'arte del dopoguerra

A sedici anni dalla sua apertura il museo celebra i grandi nomi dell'arte italiana tra ironia e contraddizioni

Al MAXXI arriva Tragicomica: un nuovo punto di vista sull'arte del dopoguerra
Fonte immagine: Ansa
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2 Aprile 2026 - 12.15 Culture


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Dal 2 aprile al 20 settembre 2026 il museo Maxxi (Museo nazionale delle arti del XXI secolo) di Roma ospiterà la mostra ‘Tragicomica’, la mostra sull’arte italiana del secondo Novecento che prevede l’esposizione di più di 130 artisti e 300 opere sotto la curatela di Andrea Bellini (Direttore Centre d’Art Contemporain di Ginevra) e Francesco Stocchi (Direttore artistico del Maxxi).

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Come scrive Laura Valentini per l’ANSA il punto di vista non è quello classico ma sarà possibile osservare l’evoluzione artistica sotto la lente dell’ironia e dell’antiretorica.
Il punto di partenza del percorso espositivo è un’opera di Lucio Fontana realizzata nel 1958, una carta intelata lacerata in superficie da tagli con la scritta “Io sono un santo” sulla parte frontale e “Io sono una carogna” sul lato opposto. Una metafora che ribalta la visione secondo la quale l’arte e l’artista possono essere in grado di elevare se stessi e, attraverso le loro opere, anche gli spettatori.

Bellini ha dichiarato: “Studiavo filosofia e mi imbattei nel libro ‘Categorie italiane’ in cui Giorgio Agamben indagava questo concetto del tragicomico a partire dal perché Dante nel Medio Evo avesse intitolato Commedia la sua opera; perché nella cultura cristiana tu nasci colpevole e muori innocente, un percorso diametralmente opposto a quello della tragedia classica” da qui nasce la “caparbia intenzione anti-tragica” attribuita dal filosofo alla nostra cultura.

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Stocchi invece afferma: “Scegliere il tragicomico come filtro di racconto rappresenta innanzitutto l’adozione di uno sguardo ampio sull’arte italiana nel tempo, sottolineando in particolare un suo atteggiamento costante rispetto alla negoziazione del tragico e al ricorso all’ironia come paradosso e deviazione ambivalente”.

Tra i protagonisti di questa narrazione troviamo: Pino Pascali, Maurizio Cattelan e la sua immagine di papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite, i coriandoli di Tano Festa, il video ‘Coppie’ di Giosetta Fioroni, Elena Bellantoni, con Ruinate mette in scena un esercito di donne ribelli e Piero Manzoni con la sua Merda d’artista. Poi ancora Luciano Fabro o Jacopo Belloni che contribuiscono a restituire il volto inedito dell’arte e dell’Italia di quegli anni con le sue contraddizioni e con artisti in continuo dialogo.

Lo spazio espositivo non prevede le opere esposte in ordine cronologico ma vuole riproporre quello stesso dialogo che è stato caratteristica peculiare del periodo che ha prodotto le opere.
La presidente del MAXXI, Maria Emanuela Bruni ha dichiarato: “Il concetto di tragicomico ha disseminato nei secoli la cultura italiana, partiamo da Dante arriviamo a Pirandello nella letteratura, ma anche nel cinema dal neorealismo siamo passati alla commedia all’italiana: proprio quest’anno ricorrono i quarant’anni dalla prima mostra che fu fatta al Moma sul tema cinematografico di commedia all’italiana e che ha indagato questo aspetto del tragicomico che è un tratto sicuramente molto nelle corde dell’italianità”.

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Ha poi aggiunto: “basta scendere nelle strade e nelle piazze per capire che la gravità di ciò che accade va sempre vista con un occhio un po’ distaccato. Charlie Chaplin diceva la vita è una tragedia se è vista da vicino ma una commedia se vista da lontano”.
“A sedici anni dalla sua apertura “è sembrato doveroso per il Museo delle arti del XXI secolo assumersi l’onere e l’onore di raccontare gli ultimi settant’anni di produzione culturale e pensiero critico in Italia” ha concluso la Bruni.

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