Andy Warhol torna in mostra a Ferrara

A cinquant'anni dalla storica rassegna del 1975, Palazzo dei Diamanti rievoca la rivoluzione pop dedicata all'identità e al multiculturalismo.

Andy Warhol torna in mostra a Ferrara
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17 Febbraio 2026 - 18.23 Culture


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Nella primavera del 2026, Ferrara si riappropria di un frammento fondamentale della propria storia culturale, trasformandosi nuovamente nel palcoscenico di un evento che, mezzo secolo fa, scosse le fondamenta dell’arte contemporanea. Ricorrono infatti i cinquant’anni da quando Andy Warhol in persona varcò la soglia di Palazzo dei Diamanti per presentare “Ladies and Gentlemen“, un’esposizione destinata a rimanere impressa nella memoria collettiva come un audace punto di svolta. Oggi, quella stessa sede accoglie un tributo che non è una semplice celebrazione, ma una riedizione vibrante di quel momento trasgressivo, capace di rimettere in discussione il concetto stesso di ritratto e di immagine sociale.

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Se fino a quel momento l’universo warholiano era stato dominato dai volti patinati di Marilyn Monroe o Liz Taylor, simboli di uno star system scintillante e rassicurante, con la serie protagonista di questo ritorno l’attenzione si sposta verso l’anonimato e l’emarginazione. I soggetti non sono più le icone del cinema, ma drag queen afro-americane e portoricane che, attraverso la lente dell’artista, diventano i nuovi monumenti di un’identità fluida e orgogliosa. In queste effigi glam-queer esplode un’energia cromatica che sembra aver predetto con decenni di anticipo le sensibilità estetiche del nostro millennio, elevando l’individuo comune a icona assoluta.

Il progetto espositivo, nato dalla sinergia tra la Fondazione Ferrara Arte, le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea e il prestigioso Andy Warhol Museum di Pittsburgh, si articola come un’esperienza immersiva tra oltre centocinquanta opere. Il percorso si snoda tra acrilici, disegni e le celebri Polaroid, offrendo uno sguardo privilegiato sulla capacità di Warhol di manipolare la realtà. L’ambizione dell’evento è duplice: da un lato restituire la potenza visiva di quelle immagini, dall’altro interrogarsi sulla straordinaria modernità di un autore che ha saputo anticipare i grandi dibattiti contemporanei, dal multiculturalismo alla costruzione mediatica del sé.

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Oltre alla narrazione centrale dedicata alla serie del 1975, la mostra si espande in una galleria di volti che hanno segnato il ventesimo secolo. Si passa dalla codificazione del mito con Marilyn alla dissacrazione politica di Mao Tse-tung, fino a raggiungere la sensualità teatrale di figure come Mick Jagger e Liza Minnelli. Particolarmente suggestiva è la sezione che prelude all’era digitale, dove i tratti di Robert Mapplethorpe e Grace Jones appaiono quasi smaterializzati, culminando infine in una sala dedicata agli autoritratti, in cui l’artista mette a nudo la propria natura enigmatica e camaleontica. L’allestimento permette di esplorare a fondo il laboratorio creativo di Warhol, attingendo a piene mani dai codici della comunicazione di massa, dal linguaggio del glam rock e persino dalle suggestioni dei primi reality televisivi. Tra dipinti ad acrilico spesso inediti per il pubblico italiano e una vasta gamma di materiali multimediali, il visitatore viene proiettato nel cuore pulsante della scena pop.

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