Rodomonti: "L'obiettivo di Rai-Cinema è sfruttare le piattaforme e riportare anche il pubblico in sala"

In un convegno alla Lumsa si discute su trasformazione digitale e sostenibilità. Durante la pandemia realizzate 140 produzioni. Cosa dice il responsabile marketing strategico e digital di Rai Cinema

Rodomonti: "L'obiettivo di Rai-Cinema è sfruttare le piattaforme e riportare anche il pubblico in sala"
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6 Maggio 2021 - 16.21


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di Manuela Ballo

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Come riconquistare, da subito, le sale cinematografiche? E mentre si sviluppano le piattaforme che hanno mostrato, proprio in questi mesi il loro grande ruolo, come riportare tanti spettatori, davanti ai grandi schermi? Sembra esser questo il principale assillo di Rai Cinema, proprio mentre presenta alla stampa un risultato tutt’altro che marginale nel campo della produzione ottenuto dall’azienda di servizio pubblico.  Rai Cinema ha prodotto tantissimo – e quindi ha fatto lavorare moltissimi operatori- durante la pandemia: 140 produzioni terminate in questo periodo. E’ la dimostrazione più evidente – come ha dichiarato Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema- presentando la scorsa settimana questo eccezionale risultato del mercato italiano che ha mostrato così di essere stato uno dei  settori più reattivi nell’affrontare l’emergenza, organizzando specifici protocolli che sono stati sistematicamente rispettati, a tutela della salute delle maestranze.

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Il tema del ritorno nelle sale e della crisi del mondo dello spettacolo e di come farvi fronte è stato ripreso da Carlo Rodomonti, responsabile marketing strategico e digital di Rai Cinema, nel corso del primo dibattito di “Fare Impresa in Italia”, un convegno organizzato dall’Università Lumsa, che è in corso oggi e domani e che viene trasmesso  in diretta streaming sul canale YouTube dell’ateneo. I temi affrontati dai diversi interventi vertono sulla trasformazione digitale legata alla sostenibilità e sul ruolo dell’innovazione nella ripresa economica post pandemia. Nel dibattito sono state coinvolte grandi imprese (Rai Cinema, Barilla, Enel), alcune startup (Daje, Monugram, Schoolr), realtà del fintech (PayDo, Molofinance, modefinance) e manager come Fabio Moioli di Microsoft Italia.

La crisi del vasto settore della produzione degli eventi cultuali e del mondo dello spettacolo dal vivo non ha coinvolto, ha sostenuto Carlo Rodomonti, anche il settore del prodotto cinema che “anzi trova una sua ricchezza nella grande offerta e nella competizione: l’accelerazione digitale ha portato gli italiani a conoscere meglio le piattaforme di streaming e ad abbonarsi, e ad accelerare il consumo di prodotti in TVOD, con alcuni grandi film lanciati direttamente sulle piattaforme, in mancanza della possibilità del passaggio in sala”.

Il messaggio chiaro che in questa occasione è stato lanciato riguarda, semmai, il modo di consumare il cinema e da questo versante “è proprio quello delle sale cinematografiche il tema vero su cui concentrarsi, dal momento che stanno attraversando una fase critica. Rai Cinema non è solo produzione ma anche distribuzione, con 01 Distribution, quindi il nostro vero obiettivo è tutelare tutta la filiera: non sbilanciarci sulle piattaforme ma riportare le persone al cinema, che resta il luogo di eccellenza di questo sistema.

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Il cinema è una delle poche esperienze immersive di cui i cittadini possono godere: la grande sfida, quindi, sarà quella di realizzare prodotti che siano così forti e competitivi da invogliare a vederli in sala, superando l’offerta in streaming. Se pochi prodotti saranno in grado di attrarre il pubblico così tanto da riportarlo in sala, allora la scommessa sarà pensare e produrre film sempre più di valore”.

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