'Tutte a casa': il docufilm che racconta la quarantena con la voce delle donne

In onda su La7d l'8 marzo. Le parole chiave sono: la casa, il corpo, la cura, la crisi, la rinascita, la libertà

'Tutte a casa': il docufilm che racconta la quarantena con la voce delle donne
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5 Marzo 2021 - 14.12


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Ad un anno dell’inizio dal primo Dpcm con il seguente lockdown dovuto all’emergenza sanitaria e in concomitanza con la Festa internazionale delle donne, andrà in onda l’8 marzo su La7d il documentario ‘Tutte a casa – memorie digitali da un mondo sospeso’, con la regia di Nina Baratta, Cristina D’Eredità e Eleonora Marino e realizzato dal collettivo ‘Tutte a casa’, con un crowdfunding su Produzioni dal basso: la raccolta fondi durata 3 mesi ha superato l’obbiettivo di 15.000 euro.

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Durante la quarantena i media hanno dato spazio prevalentemente a politici, virologi, scienziati, mentre il collettivo, composto da 16 professioniste del mondo dello spettacolo e della comunicazione, ha creato una visione alternativa del lockdown raccogliendo la versione delle donne.

“Il materiale che abbiamo ricevuto è di una ricchezza impressionante, spazia per stati d’animo molto differenti, vengono esposti punti di vista antitetici, sono frammenti di quotidianità che, come una creta, può essere soggetta a continue riconfigurazioni”, spiega Cristina D’Eredità del collettivo Tutte a casa. “È stato necessario approcciare questo materiale con un’idea narrativa estremamente solida e in questo è stato fondamentale il confronto quotidiano con le co-registe Nina Baratta ed Eleonora Marino. Per più di tre mesi ci siamo incontrate quotidianamente su Zoom e abbiamo visto insieme il materiale e poi discusso ogni passaggio; con la webcam puntata sulla mia timeline, abbiamo lavorato a distanza ma sempre gomito a gomito. Ci siamo divertite moltissimo, abbiamo discusso, abbiamo riso, ci siamo commosse. È stata un’esperienza unica, un grande esercizio di libertà creativa”

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Le professioniste del collettivo si sono conosciute su Facebook i primi giorni di marzo 2020 e poco dopo hanno lanciato un appello in cui chiedevano a donne di tutte le età e provenienze sociali di inviare video in cui narrassero la loro quarantena. Per scegliere quali degli 8.000 video inviati da circa 500 donne utilizzare sono state usate le parole chiave casa, corpo, cura, crisi, rinascita e libertà. Da questo mosaico è nato un insieme di voci femminili che ci narrano il loro lockdown da marzo a giugno 2020 in Italia.

In quei racconti, in quei pezzi di vita condivisi, c’è tutta la forza di un capitale umano senza il quale nessuna ripresa sarà possibile.

“Un incredibile archivio, utile per il nostro futuro. In un mosaico di vite e di volti, il montaggio tiene uniti i tasselli scomposti dalla crisi creando una narrazione intima, epica e sussurrata di uno dei momenti più stravolgenti della storia contemporanea” affermano le registe.

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