“Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma”: Giulio Base racconta la Shoah contro i negazionisti

Disponibile dal 27 gennaio su RaiPlay. Il regista: “La memoria è un dovere, il negazionismo ci spinge di più a ricordare"

Immagine tratta dal film "Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma"

Immagine tratta dal film "Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma"

redazione 25 gennaio 2021
Si chiama “Un cielo stellato sopra il ghetto di Roma” il nuovo film di Giulio Base targato Rai e sarà disponibile in esclusiva dal 27 gennaio -Giornata della Memoria- su RaiPlay e poi in onda su Rai1 sabato 6 febbraio in seconda serata. 
Fatto dai giovani per i giovani e ambientato tra presente e Shoa, gli eventi cominciano il 16 ottobre del 1943, “sabato nero degli ebrei” quando, dopo il rastrellamento del ghetto da parte della Gestapo e dei fascisti, 1023 ebrei vengono deportati ad Auschwitz. Da questa razzia una bambina riesce a scappare, aiutata da una suora del convento di Sant'Alessio. Poi un salto in avanti nel tempo. 
Roma, giorni nostri. La diciottenne Sofia (Bianca Panconi), figlia di un famoso pianista internazionale (Giulio Base), trova in una vecchia valigia una commovente lettera di una donna che racconta di una bambina ebrea, Sarah Cohen, scomparsa proprio in quella notte del '43. E allora la domanda nasce spontanea per Sofia: Dove è finita Sarah? Con l'aiuto di un gruppo eterogeneo di amici, la giovane intraprenderà un viaggio di ricerca dell'identità della ragazzina che sembra un'impresa impossibile, ma ricca di colpi di scena. Tra i volti del cast anche Alessandra Celi, Domenico Fortunato e Aurora Cancian. 
"Della Shoah non si parlerà mai abbastanza - dice il regista Giulio Base all'Ansa- In questa storia vive non solo un teen drama, non solo un intreccio adolescenziale, ma la ricerca di quel che accadde, la voglia di sapere, di scoprire, di divulgare in modo che quell'orrore non debba mai più ripetersi".  Poi aggiunge: "Ho scoperto che i ragazzi di oggi non sanno molto di quello che è successo allora se non forse per quello che hanno visto in due film: Schindler List e La vita è bella. Per me la memoria è un dovere e il negazionismo ci spinge ancora di più a ricordare". 
Il film è dedicato al regista e sceneggiatore ebreo Israel Cesare Moscati, che lo aveva co-sceneggiato insieme Giulio Base e Marco Beretta, prima di morire improvvisamente nel 2019: “Aveva la forza delle idee ed era capace di mettere in un film tutto il possibile” ricorda Base.