Franceschini alle tv: “Trasmettete teatro, opera, danza, film, fate cultura”

Il ministro ai vertici di emittenti pubbliche e private: “Potete essere determinanti”. Il documento dimostra che le tivù (Rai inclusa) non fanno quanto dovrebbero

Dario Franceschini in tv

Dario Franceschini in tv

GdS 26 ottobre 2020
Le televisioni pubbliche e private facciano cultura e trasmettano “musica, prosa, opera, danza, cinema e molte altre forme espressive e creative”. L’esortazione alle tv viene dal ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini, in una lettera inviata ai vertici dei principali network televisivi pubblici e privati dove chiede più spazio nei palinsesti. Va da sé che se un’esortazione simile è necessaria, e lo è, ciò rende palese come le televisioni italiani non facciano cultura come dovrebbero e potrebbero salvo canali come Rai5 e, in parte, Rai3, tanto per dire.
La chiusura di teatri e cinema, che pure si erano industriati a rispettare tutte le regole anti – contagio e hanno limitato l’accesso degli spettatori mentre vedevamo tutti frotte di persone in giro fregandosene del contagio, sta animando molti animi e provocando rabbia e delusione. Non basta però che le tv diano più spazio. Come ha detto Michele Anzaldi, il deputato di Italia Viva rispondendo a un appello di Monica Gueritore, le emittenti devono trasmettere sì più spettacoli, ma devono anche trasmetterli a orari ammissibili per tutti (clicca qui per la notizia).
“In un momento così difficile il ruolo delle emittenti televisive può essere determinante per sostenere il mondo della cultura e dello spettacolo, già duramente colpito dalla prima fase della pandemia” – scrive il titolare della cultura e dello spettacolo - “La televisione può esercitare la propria vocazione di fondamentale industria culturale del Paese, contribuendo a mantenere vivo il legame del pubblico con quello straordinario insieme di talenti e professionalità che incarna la musica, la prosa, l’opera, la danza, il cinema e molte altre forme espressive e creative”.
“L’emergenza sanitaria che stiamo attraversando – scrive ancora Franceschini - ha imposto scelte dolorose, che suscitano comprensibilmente amarezza e frustrazione, dopo che la riapertura di questi mesi ha dimostrato quanto sia preziosa, coinvolgente e insostituibile la partecipazione dal vivo a spettacoli e manifestazioni culturali. Nel ricordare con fiducia che quegli spazi di condivisione torneremo a viverli, dobbiamo però ora affrontare il presente e responsabilmente impegnarci per contenere il contagio ed evitare ulteriori rischi per la salute, il sistema sanitario e la vita di ciascuno di noi”.
“Allo stesso tempo – ricorda il ministro - la cultura è il tessuto connettivo di una società, genera benessere e rete di comunità, ed è essenziale che pubblico e operatori possano continuare ad animarla e produrla in questo tempo attraversato da inquietudine e smarrimento. Non dobbiamo spegnere la domanda di contenuti culturali. Per questo rivolgo un appello, affinché le emittenti diano ampio spazio a teatro, musica, danza e cinema, non solo attingendo dal giacimento delle repliche, ma anche immaginando e sperimentando nuove produzioni e nuove iniziative”. L’obiettivo, dice infine l’esponente Dem è che “la cultura possa continuare a raggiungere più persone possibili”.