Benigni: “Sanremo può reggere il Cantico” (d'amore erotico etero e gay)

Il direttore di Ra1 Coletta: “Nessuna morbosità in Benigni”. Amadeus: “Su Junior Cally e lunghezza delle serate non mi pento”. Ascolti al galoppo: 54,5%

Benigni ieri a Sanremo

Benigni ieri a Sanremo

GdS 7 febbraio 2020
A cura di Stefano Miliani

Una telefonata di Roberto Benigni ad Amadeus mette un pizzico di sorpresa nella conferenza stampa sanremese: stavolta il direttore artistico-conduttore è con Antonella Clerici, la co-conduttrice di stasera che si commuove, piazzati al Palafiori davanti agli inviati delle radio e dei siti web invece che nella sala stampa sul roof dell’Ariston.

“Ieri sera è stato grandissimo – esclama l’attore toscano messo ovviamente in viva voce – Amadeus, sei stato il più grande conduttore che abbia mai visto, fare il Cantico dei Cantici a Sanremo dimostra che il festival può reggerlo”. Seguono applausi e sorrisi di Amadeus e i vertici di Rai1 Stefano Coletta direttore e Claudio Fasulo vice, come logico compiaciuti.

A proposito del Cantico erotico: i “passaggi scabrosi” hanno turbato la Rai chiede una cronista? “Non ho rintracciato nessuna morbosità – ribatte Coletta - Benigni anche nella sua capacità analitica è davvero un fuori classe. Potremmo ragionare se ha fatto l’ermeneutica genitale del Cantico? Se la genitalità risponde a una trasgressione? No, il suo inno all’amore partiva da una filologia molto interessante sulla quale lavora da tanto tempo con una interpretazione molto nuova, nessun passaggio era non autentico. Benigni ci ha consegnato una versione ancora più nuova ed entusiasta. Ha letto il Cantico come condensazione di un amore tra uomo e donna e l’ha traslata anche in rapporti omosessuali tra uomo e uomo, donna e donna: credo che non sia assolutamente ritracciabile nessuna irriverenza, anzi ho trovato un grande rispetto, lo ha solennizzato”.

Ascolti al galoppo, Amadeus bis?
I 9 milioni 836mila telespettatori medi, pari al 54.5% di share, di ieri danno al festival 2020 una base solidissima e ormai segnano la strada, tanto che Coletta deve ammetterlo: di un Amadeus bis ancora non si parla, ma loro due e l’ad Rai Salini si ritroveranno e valuteranno: “Amadeus ha una lunga storia sull’ammiraglia (Rai1 ndr). Oltre alla sua particolare metodologia, per me è una rivelazione la sua performance televisiva, ieri sera ha avuto una parabola da intrattenitore molto sua, nuova, da grandissimo intrattenitore”. Se potrà, Rai1 avrà un Amadeus bis?

Per terza serata in termini di share il 54,5% è il miglior risultato dal 1997 quando, con Mike Bongiorno affiancato da Piero Chiambretti, il festival ebbe il 55.5%, mentre l’anno scorso con il Baglioni bis aveva in media 9 milioni 409mila spettatori con il 46.7%. Il picco in percentuale lo ha avuto Mika (60,9), quello di spettatori lo sketch tra Amadeus e Georgina Rodriguez alle 21.33, benissimo è andato Benigni. In una “curva degli ascolti stabile” la prima impennata si è vista quando sono entrate le sette cantanti “per testimoniare contro il femminicidio che hanno recuperato in pochi minuti 7 punti in percentuale, comunica sempre Coletta. Intanto Fasulo si rallegra anche per un altro dato: il festival trascina su tutta la giornata di Rai con il Tg1 a un 4 % in più rispetto alla settimana scorsa. Oltre a veder accrescere ancora il pubblico più giovane – si rallegra Coletta.

Amadeus: sulla lunghezza e Junior Cally non arretro
“Commosso di quanto sta accadendo. Un festival così non si realizzava se le persone intorno non si fidavano”, esordisce Amadeus. Serate troppo lunghe, se ne pente?, chiede una cronista. “Non mi sono pentito di nulla, è la mia cifra. Con 24 canzoni inevitabilmente il festival diventa più lungo. Sanremo non può essere solo le canzoni in gara, mi piacerebbe che tutti accettassero di fare più tardi, i risultati a cascata illuminano l’intera giornata, non può con 24 canzoni finire alle una e mezzo”.

Il direttore artistico, sollecitato, rivendica anche l’aver mantenuto in sella Junior Cally: “Difendo la creatività. Il rap è anche aggressività e violenza, Junior disconosce quello che è stato ma non lo rinnega, recita una storia di violenza e disagio da condannare, ha detto di condannare qualsiasi violenza a cominciare da quella verbale che può essere pericolosissima. Questo non ci deve permettere togliere persone di talento, la canzone meritava di essere al festival, non dobbiamo chiuderci, le canzoni non sono un genere, il festival deve essere di tutti”.