Rula Jebreal: “Gli abusi sulle donne riguardano tutti. Metà compenso a un’attivista stuprata dall’Isis”

La giornalista: “Le donne sono ancora pagate meno”. I femminicidi: "Un tema apartitico". Ci sarà Jessica Notaro, sfigurata dal fidanzato

Rula Jebreal alla conferenza stampa di Sanremo

Rula Jebreal alla conferenza stampa di Sanremo

GdS 4 febbraio 2020
a cura di Stefano Miliani

Le conferenze stampa di Sanremo dal roof (chiamano così la sala stampa) dell’Ariston diventano uno show in diretta streaming su Raiplay e le ribattezzano “Dentro il festival” condotto da Giorgia Cardinaletti. Sempre su Raiplay guidata da Elena Capparelli va in onda a fine serata “L’Altro festival” diretto da Nicola Savino che viene presentato come una novità ben più strutturata e industriale del passato, tanto per ribadire che la tv di Stato punta in maniera decisa sullo streaming e vi investe più che nel passato.

A fianco di Amadeus tra gli altri sono schierate dietro il tavolo due delle dieci donne del festival: Rula Jebreal e Diletta Leotta, co-conduttrici della prima serata. Ed è la giornalista di origine medio orientale (è cittadina italiana e israeliana, di origine palestinese) che deve rispondere alle domande di più stretta attualità anche per le polemiche scatenate a destra dal suo nome e sul tema di cui parlerà, le donne e il femminicidio. Alla domanda dai cronisti sul perché manchino canzoni che parlino di femminicidio o di abusi sulle donne il direttore artistico risponde: “Evidentemente non c’erano canzoni così ma stasera ci sarà Jessica Notaro, sfigurata tre anni fa con l’acido dal ragazzo. È una cantante brava e canterà una canzone scritta insieme a Ermal Meta che vuole essere un manifesto per tutti di quello che di drammatico e terribile ha subito”. Amadeus annuncia per stasera anche un video messaggio di Roger Waters incassato grazie a Rula Jebreal.

Rula Jebreal: “Mentre parlo una donna viene torturata in Arabia Saudita”
“Mentre parlo – dice Rula Jebreal - molte donne vengono messe in prigione come in Arabia Saudita. Parlerò di una donna in carcere e torturata perché ha chiesto di guidare la macchina. È un tema apartitico, è culturale. Ringrazio molto Amadeus: quando ci siamo incontrati ho suggerito questo tema e lui lo ha abbracciato. Sono felice di farlo accanto a una donna giovane, emergente e allegra come Diletta Leotta e davanti a mia figlia: dirò cose che non ho mai detto a me stessa fino ai 40 anni”.
A chi parlerà, chiedono dalla platea dei giornalisti? Alle donne che già sanno o a chi non è consapevole di abusi e torti subiti? “Vorrei parlare a tutti gli uomini e a tutte le donne, riguarda tutti – risponde la giornalista - Quando c’è un abuso riguarda la società, la comunità, questi dati riflettono su tutti”. E come vive il fatto che nessuna canzone al festival affronti questi temi? domanda un cronista. La risposta non è diretta: “A proposito di canzoni, molte celebrano le donne, anzi l’universo musicale, crescendo in Medio Oriente, mi ha dato molto sollievo. Quando vedevo cose brutali la musica mi ha anche fatto sognare, volare, è una lingua in sé al di là da dove veniamo. La questione del femminicidio dovrebbe riguardare tutti come la musica”.
Poi osserva: “Abbiamo scelto un tema che è un’emergenza per tutti noi, una donna ha detto che le donne sono diritti umani, suggerisco che questi temi diventino temi di Rai anche in ogni fascia televisive”.

Rula Jebreal: “Il compenso? Perché le donne sono pagate meno?”
Le tradizionali polemiche sui compensi hanno investito anche nome di Rula Jebreal, soprattutto da destra, e la domanda emerge dalla platea dei cronisti. Al che la giornalista intanto risponde di aver preso due settimane di ferie non pagate dall’università di Miami dove insegna diritti umani, dopo di che ricorda: “Le donne prendono 25% in meno rispetto a un uomo, perché questo è la domanda vera, perché le donne sono pagate meno? Rispetto al mio compenso: il 50% andrà a Nadia Murad, una collega stuprata dall’Isis. Ma il lavoro va compensato, ci permette di essere indipendenti e portare avanti i nostri principi”.
Una domanda è su Michelle Obama, che non ci sarà e non si vedrà. “Desideravo avere una donna straordinaria come simbolo, magari con un collegamento satellitare per ragioni di sicurezza – risponde Rula Jebreal che avrebbe fatto da tramite - Mi piacerebbe portare la signora Obama per la sua storia straordinaria da una famiglia semplice, da una zona di Chicago distrutta, una donna venuta dal nulla è diventata Lady degli Stati Uniti”.

Diletta Leotta: “Spero ci sia più solidarietà femminile”
Da parte sua Diletta Leotta, oltre a pronunciare un “istituzionale” “è un onore salire su questo palco per il 70esimo compleanno del festival”, alla domanda su critiche feroci nei suoi confronti da Paola Ferrari non ribatte direttamente, auspica che “a questo festival ci sarà più solidarietà femminile” e informa che parlerò anche lei di donne ma sarà una sorpresa, chiede ad Amadeus se può anticipare qualcosa e ottiene il no del direttore artistico che lei da giornalista sportiva calcisticamente definisce “mister”.