Dario Argento: «I registi del terrore usano le paure per sbancare al botteghino elettorale»

Il regista ospite di Serena Dandini alla prima puntata dei nuovi “Stati generali” su Rai3: «Creano la paura di chi è diverso ma anch’io sono diverso da tutti»

Serena Dandini e Dario Argento agli Stati generali di Rai3

Serena Dandini e Dario Argento agli Stati generali di Rai3

GdS 21 novembre 2019
«Oggi si crea terrore non con l’assassinio, la strega, il soprannaturale ma con quello che è diverso da te, è pericoloso. Di questa nuova paura non voglio essere maestro». Il maestro della paura al cinema Dario Argento è intervenuto alla prima serata della nuova stagione degli Stati Generali su Rai3. Conduce una Serena Dandini sempre pimpante con una squadra tanto bizzarra quanto originale. Il regista si è concesso una lettera al pubblico sulle paure di oggi: «In cima alle paure di oggi abbiamo il prendere l’aereo, il lattosio, il glutine, perdere il lavoro, ancora prima il non trovarlo». E sul fronte politico: «I registi del terrore usano le paure per sbancare al botteghino elettorale. Per esempio raccontano che lo straniero in città che ha il volto dal colore diverso, ha una religione diversa e ti ruberà i soldi, che due ragazze che si amano metteranno in pericolo le tue convinzioni, la famiglia».
La paura di chi non è esattamente uguale a te Dario Argento non la condivide proprio. «Perché dovrei avere paura di chi è diverso da me, anche io sono diverso da tutti – prosegue l’autore di Profondo Rosso o il Gatto a nove code – ed è una fortuna. È bello quando il mondo ti lascia in pace». La paura vera è un’altra: «Il terrore non è quando siamo diversi ma quando ci scopriamo tutti uguali».
La lettera si conclude così. Serena Dandini corre ad abbracciarlo e omaggiarlo. Solo che alla fine Dario Argento se ne va discorrendo con la sagoma dell’esterrefatta conduttrice tornata – meno male – con la sua satira fatta di garbo e ironia surreale e una squadra di autori e artisti in forma.