Anzaldi: "O la Rai si impegna a migliorare l'informazione oppure meglio tagliare il canone"

Il segretario del Consiglio di Vigilanza Rai: "“Continuiamo a vedere stipendi milionari distribuiti ad alcuni conduttori, che magari vengono tenuti addirittura per mesi fuori dai palinsesti"

Rai

Rai

GdS 20 novembre 2019

Onorevole Anzaldi, la Rai si accingerebbe a varare un’ampia tornata di nomine in occasione della riunione del Cda del 28 novembre. Che ne pensa?


“Trovo davvero lunare che in Rai si annuncino nomine come se non sia successo niente. Arriva la grande spartizione nel Cda ancora presieduto da Foa, imposto un anno fa da Salvini, senza che ci sia stato alcun cambiamento con il nuovo Governo. Addirittura il viceministro Buffagni, che pure ha fatto un’apprezzabile apertura sul taglio del canone, arriva persino a dire che il direttore del Tg1 non deve essere sostituito: altro che via i partiti dalla Rai. Siamo all’editto bulgaro al contrario. Un danno professionale per lo stesso direttore del Tg1. Intanto continuano gli sprechi, i super stipendi, la moltiplicazione di reti e testate. Il dibattito pubblico è incentrato su un movimento nuovo, civico e dal basso come le Sardine, invece in Rai vanno avanti con l’ennesima infornata di direttori e la proliferazione delle poltrone. Poi ci si sorprende se si parla di riduzione del canone?”.


Infatti si riparla di tagliare la “tassa più odiata dagli italiani”. Lei una settimana fa ha lanciato una petizione online su Change.org per tagliare il canone di dieci euro all’anno, il Movimento 5 stelle è arrivato a parlare di abolizione totale. Che farà la maggioranza?


“In pochi giorni venticinquemila cittadini hanno firmato la petizione su Change.org che chiede più pluralismo, più informazione corretta, più approfondimenti, altrimenti meglio tagliare il canone. Ci sono stati consensi trasversali, da Storace alla Cisl. Poi il Movimento 5 stelle, prima con il leader Di Maio e dopo con il ministro competente Patuanelli, ha pubblicamente sostenuto la possibilità della riduzione: come fanno Pd e Leu a tirarsi indietro? Il Pd, sotto la guida di Renzi, era stato il primo a ridurre la tassa, che dal 2017 è calata a 90 euro grazie ai nostri governi. Come fanno i vertici Rai a ignorare un messaggio del genere? In questi anni non abbiamo visto nessun vero taglio agli sprechi. La Rai dà ancora l’impressione di vivere in un universo parallelo, grazie al fatto che ha quasi 2 miliardi di risorse garantite, a prescindere dall’andamento del mercato”.


A quali sprechi si riferisce?


“Continuiamo a vedere stipendi milionari distribuiti ad alcuni conduttori, che magari vengono tenuti addirittura per mesi fuori dai palinsesti, come Antonella Clerici, oppure sballottati da una rete all’altra con continui aumenti di compensi, come Fazio. Intanto il Piano News di Gubitosi, che avrebbe fatto risparmiare 70 milioni di euro all’anno, è stato affossato. I telegiornali continuano ad assumere e al seguito dei politici continuiamo a vedere 4-5 microfoni. Le società esterne continuano a ricevere appalti milionari, in certi casi anche con opacità imbarazzanti come il caso di Miss Italia. Tutto il Paese tira la cinghia, ma alla Rai è sempre bengodi, e i risultati addirittura peggiorano, basta vedere gli ascolti e la qualità. Addirittura ora è venuto fuori che la Regione Abruzzo, che ha bisogno di sempre maggiori risorse per fronteggiare la ricostruzione del terremoto e i tanti danni del maltempo come le recenti mareggiate, foraggia la Rai con un milione di euro per il Festival dei cartoni animati. Su Viale Mazzini piovono soldi pubblici di ogni tipo”.


La consigliera Rai in quota Pd, Rita Borioni, ha risposto alle proposte di ridurre il canone dicendo che così si indebolisce l’azienda. Che ne pensa?


“Dalla consigliera Borioni mi sarei aspettato una parola sullo scandalo Miss Italia, dopo che il Tribunale ha svelato un buco da oltre 1,2 milioni di euro in capo alla società di Patrizia Mirigliani. Mi sarei aspettato una parola in difesa del pluralismo e della corretta informazione nei tg Rai, dove anche da esponente dell’opposizione Matteo Salvini continua ad essere il leader politico con più spazio di tutti. Mi sarei aspettato una parola sugli sprechi, sugli appalti esterni. Invece la consigliera ha preferito difendere il canone. Ma a fronte di quale servizio? E mi chiedo: il Pd è d’accordo con lei? Zingaretti difende questa Rai?”.


L’Usigrai dice che M5s e Italia Viva sono distanti su tutto ma uniti nel colpire la Rai, a proposito della convergenza sul taglio al canone. Come risponde?


“Invece di fare polemica, l’Usigrai avrebbe potuto cogliere l’occasione per chiedere un vero taglio agli sprechi della Rai, per chiedere maggiore tutela del pluralismo e della correttezza dell’informazione, visto che addirittura l’altro giorno ha dovuto diffondere un comunicato dopo l’ennesima scorrettezza del Tg2. Invece quando si parla di canone c’è una risposta pavloviana, senza che si discuta di privilegi e sperperi. Il canone ha tenuto la Rai a riparo dalla crisi economica che ha colpito tutte le redazioni giornalistiche negli ultimi anni, ma la qualità è migliorata? Tra l’altro l’Usigrai fa la lista delle proposte di riforma della Rai e ricorda il testo Gentiloni, ma oggi quel testo, che fu presentato 12 anni fa, è presente in Parlamento grazie alla Proposta di Legge Anzaldi, presentata nella passata legislatura e riproposta in quella attuale. Singolare che il sindacato non abbia voluto riconoscerlo: mi considerano innominabile?”.