Anzaldi (Pd): "La Rai ha richiamato il direttore del Tg2 per i tweet di Anna Mazzone"

Botta e risposta tra il parlamentare democratico e Viale Mazzini: la Rai smentisce, Gasparri difende Sangiuliano e il deptato dem contro-replica

Tg2

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GdS 19 luglio 2019

Ha scritto la Rai all’interrogazione del Pd sulle polemiche nate dopo i messaggi social nei quali la giornalista del Tg2 definiva ‘cricca’ Carola Rackete e derideva i parlamentari del Pd che erano saliti a bordo della Sea Watch:


“In merito all’interrogazione in oggetto si informa di quanto segue. Sul tema in questione la Rai ha fatto una raccomandazione alle strutture competenti - in particolare a quella cui fa capo la giornalista Mazzone - di attenersi alle disposizioni aziendali e di coordinarsi con la direzione comunicazione prima del rilascio di interviste. In ogni caso, tenuto conto dell’evoluzione intervenuta nel corso degli ultimi anni la Rai - analogamente a quanto avvenuto per l’utilizzo dei social da parte dei dipendenti -sta predisponendo una nuova normativa interna finalizzata a disciplinare in modo più coerente con la situazione attuale il rilascio di interviste all’esterno e gli interventi sui social da parte dei dipendenti”.


La nota di Anzaldi


La replica di Michele Anzaldi, ossia del deputato che aveva presentato l’interrogazione. Non si è fatta attendere: ““Nel momento in cui la Rai parla di raccomandazione alla struttura cui fa capo la giornalista Anna Mazzone, come è scritto nella risposta alla mia interrogazione, significa che dall’amministratore delegato Salini è arrivato un vero e proprio richiamo al direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, perché né lui né la giornalista si sono attenuti alle disposizioni aziendali e all’obbligo di coordinarsi con la direzione comunicazione prima del rilascio di interviste. Mi sembra un passo avanti significativo, finalmente anche i vertici si rendono conto che il Tg2 è fuori controllo. Avevo chiesto espressamente più volte al direttore di prendere posizione sulle parole offensive della sua giornalista, prima scritte in un tweet e poi ribadite in un’intervista, ma è arrivato solo silenzio. Un silenzio che ora viene stigmatizzato anche dai vertici aziendali. L’azienda nella risposta all’interrogazione riconosce anche la necessità di intervenire sulle uscite social dei dipendenti: è esattamente quello a cui sta lavorando la commissione di Vigilanza, c’è evidentemente un vuoto da colmare perché incidenti, gaffe e dichiarazioni sconvenienti per il buon nome della Rai ormai si susseguono quasi quotidianamente”.


La Rai smentisce


"La Rai non ha rivolto alcun richiamo al direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano in merito alle dichiarazioni rilasciate dalla giornalista Anna Mazzone. La Rai precisa che, nella risposta ad un'interrogazione, ha informato la commissione di Vigilanza Rai di aver fatto una raccomandazione alle strutture competenti, in particolare a quella a cui fa capo la giornalista Mazzone, di attenersi alle disposizioni aziendali e di coordinarsi con la direzione Comunicazione prima del rilascio delle interviste. La Rai, nella stessa risposta, ha inoltre rilevato che è in via di definizione una nuova normativa interna finalizzata a disciplinare in modo più coerente con la situazione attuale il rilascio di interviste all'esterno e gli interventi sui social da parte dei dipendenti". E' quanto si legge in una nota.


Le critiche di Gasparri


"Non avendo nulla da fare per irrilevanza Michele Anzaldi fa mobbing al Tg2 scrive bugie e becca smentite. Il Pd spenga questa fonte di bugie". Lo scrive in un tweet il senatore Maurizio Gasparri .
Replica di Anzaldi: la Rai gioca con le parole


"L'ufficio stampa della Rai non giochi con le parole e parli con chiarezza e trasparenza, altrimenti è solo una furbata per dare un contentino al direttore del Tg2. Quello che è scritto nella risposta alla mia interrogazione è chiaro: l'azienda ha dovuto indirizzare una raccomandazione, sinonimo di richiamo, alla struttura cui fa capo la giornalista Anna Mazzone, quindi alla direzione del Tg2 (Gennaro Sangiuliano), perché non si è attenuta alle disposizioni aziendali e all'obbligo di farsi autorizzare dalla direzione comunicazione in caso di interviste. In particolare sono stati usati termini offensivi inaccettabili, di certo non in linea con le norme aziendali e con il contegno doveroso per un dipendente del servizio pubblico, pagato da tutti gli italiani". Lo dichiara in una nota il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.
"Se la raccomandazione - prosegue Anzaldi - non l'hanno mandata a Sangiuliano, a chi l'hanno mandata? Al direttore di rete Freccero? A un altro dirigente? O è stata una raccomandazione fantasma? Mi auguro che il nuovo codice etico, cui sta lavorando la commissione di Vigilanza, preveda anche precise sanzioni per chi trasgredisce. Al direttore Sangiuliano che minaccia querele dico che allora deve querelare la Rai, che gli ha rivolto una precisa raccomandazione. E querelerà anche l'Agcom per i ripetuti richiami?".