La giornalista del Tg2 irride il Pd e Carola Rackete: interrogazione in vigilanza

Anna Mazzone aveva definito una 'crucca' la Capitana e 'poveracci' i migranti perché a bordo della Sea Watch erano salito Orfini e Delrio

Carola Rackete e Graziano Delrio

Carola Rackete e Graziano Delrio

GdS 1 luglio 2019

“Quali siano le iniziative e le azioni per stigmatizzare un messaggio pubblico che utilizza una terminologia irriguardosa nei confronti dei parlamentari del maggior partito di opposizione, che svolgono un’importante funzione democratica che la Rai dovrebbe invece tutelare attraverso una corretta e completa informazione al pubblico e se sia considerato accettabile che una giornalista del servizio pubblico ricorra a stereotipi e parole offensive per etichettare le persone sulla base della loro nazionalità, in questo caso peraltro quella di un Paese amico e alleato quale la Germania. A giugno 2012 l’allora dg Rai Lorenza Lei emanò una direttiva interna che equiparava la comunicazione sui social dei dipendenti Rai con le norme interne riguardanti il contegno da tenere in dichiarazioni pubbliche ai media. Si chiede di sapere quale sia la motivazione della mancata applicazione della direttiva dell’ex dg Lei, strumento che potrebbe evitare la diffusione di messaggi offensivi sui social dei giornalisti Rai”.


E’ quanto chiedono i deputati del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai, e Ivan Scalfarotto in un’interrogazione alla Rai presentata in commissione di Vigilanza in riferimento al tweet della giornalista del Tg2 Anna Mazzone, pubblicato il 29 giugno con il seguente testo: “Seawatch. Blitz della crucca che forza il blocco e attracca a Lampedusa dove viene arrestata per violazione del codice navale. Rischia dai 3 ai 10 anni di carcere. È l'unica ad essere sbarcata. Migranti ancora su con Orfini, Delrio e varie ed eventuali. Poveracci....i migranti”.


“Tale commento – prosegue l’interrogazione – irride i deputati del Partito Democratico presenti sull’imbarcazione e definisce in tono dispregiativo il capitano della nave SeaWatch3, Carola Rackete, utilizzando il termine ‘crucca’, che è notoriamente espressione colloquiale a contenuto offensivo riferito alle persone di nazionalità tedesca. Dopo due giorni dalla pubblicazione del tweet e dopo diverse proteste dei telespettatori, finite anche sugli organi di informazione, il tweet non è stato rimosso ed anzi è stato orgogliosamente rivendicato dalla giornalista con altri tweet e retweet. Si chiede di sapere quali iniziative, per quanto di competenza, si intenda adottare al fine di garantire il mantenimento del decoro e della dignità professionali da parte dei giornalisti Rai nell’uso dei social media. Quali iniziative, per quanto di competenza, si intenda chiedere all’azienda radiotelevisiva pubblica nei confronti della giornalista Anna Mazzone al fine di censurare tale comportamento e tale assai discutibile uso dei social media da parte di una dipendente Rai che, seppur libera di esprimere il proprio pensiero, non dovrebbe mai permettersi di esprimere pubblicamente giudizi offensivi nei confronti di terze persone. Se non si ritenga peraltro che tale condotta rappresenti un comportamento lesivo del codice etico della Rai e se si intenda intervenire disciplinarmente per sanzionare tale violazione, in questo caso indicando tempistica e modalità di apertura del procedimento disciplinare nei confronti della Mazzone. Se si sia ritenuto di porgere scuse ufficiali a nome della Rai alla missione diplomatica di Berlino a Roma - come si sarebbe certamente richiesto da parte nostra se una giornalista della Televisione di Stato tedesca avesse pubblicamente utilizzato parole dispregiative riferite colloquialmente al popolo italiano”.