Ezio Bosso ammalia su Rai3: “Il problema di chi è sui barconi è anche mio”

Originale serata sulla musica del pianista direttore con vari ospiti. Gino Strada: “Dobbiamo fermare le guerre, sono disumane”

Ezio Bosso su Rai3 in “Che storia è la musica”

Ezio Bosso su Rai3 in “Che storia è la musica”

GdS 10 giugno 2019
Ezio Bosso su Rai3 ha condotto e diretto una prima serata sulla classica, “Che storia è la musica”, e ha avuto come ospiti Enrico Mentana, Gino Strada, Luca Bizzarri e l’ex Pooh Roby Facchinetti, la vedova di Luciano Pavarotti Nicoletta Mantovani, tra altri. Una serata appassionata e originale: il musicista ha raccontato idee, storia, gioia, felicità e sentimenti tra pagine come la Quinta e la Settima sinfonia di Beethoven, tra le quali ha inserito un passo dalla Traviata di Verdi dacché la Rai ha trasmesso dal Teatro Verdi di Busseto, borgo nel parmense dove nacque Giuseppe Verdi.

Il direttore e compositore dal podio ha guidato l’orchestra dell’Europa Filarmonica, creata due anni fa, compagine che lo ha affiancato con complicità in un viaggio musicale e sociale e dove Bozzo si mostra sempre così com’è, senza infingimenti e senza ignorare la sua malattia. “La musica trasforma il dolore in conforto”, ha esclamato commentando la Quinta di Beethoven. Senza dimenticare le tragedie della storia ricordando una battaglia, quella di Hanau tra francesi e tedeschi del 1813 “una delle più sanguinose dove se ricordo bene morirono 15mila ragazzi perché si mandano sempre i ragazzi a morire”.

Gino Strada confessa che la sua sinfonia preferita è la settima di Beethoven e, qui, il secondo movimento: “Una coincidenza stranissima che tu mi abbia chiamato a dire due parole su questo movimento”, dice il fondatore di Emergency quando è il suo turno nell’affiancare sul palco Bosso. Quanto alla sinfonia e alla battaglia da cui il compositore, amareggiato dal corso della storia, prese spunti, Strada ricorda: “Oggi le vittime di guerra sono i civili, chi paga il prezzo è gente che non ha un nemico, la guerra è diventata carneficina di umanità. Dobbiamo darci da fare per abolirla, non è solo crudele, la guerra è disumana”.

Bosso intanto ha già speso parole sentite per Gino Strada e per le sue battaglie e perché incarna il principio della solidarietà: “Solidarietà è prendersi cura di altri, è non voltarsi da un’altra parte. Immagino la società come una sfera che si muove, ma se alcuni rimangono indietro e altri vanno avanti la sfera diventa un ovoide e non si muove più. Il problema del vicino è anche mio, non è un problema solo di quello sul barcone, siamo tutti sulla stessa barca”. Il filo che lega la serata di Bosso, innovativa, è appunto legare continuamente l’ascolto di Beethoven, Verdi e la classica al senso di giustizia, di società, di solidarietà, di comunità come è una comunità un’orchestra dove, lo si intende bene, è centrale il senso di gioia e divertimento nel fare musica insieme. “La musica è la società ideale, l’orchestra è la società ideale”.

Tra gli altri ospiti, Alfonso Signorini, Alessandra figlia di Roby Facchinetti, il rugbista Andrea Lo Cicero, Anna Tifu, Andrea Zanotti e il Coro della Sosat. Direttore artistico della serata, una bella e coraggiosa sfida, è Angelo Bozzolini.