"Baby" su Netflix, indagine sulle fanciulle-bene dei Parioli

La serie tv arriva sul piccolo schermo: allude anche alla vicenda di prostituzione minorile di anni fa ma esplora soprattutto il disagio delle ragazze

Benedetta Porcaroli e Alice Pagani in "Baby"

Benedetta Porcaroli e Alice Pagani in "Baby"

GdS 29 novembre 2018

Ricordate la vicenda delle baby squillo ai Parioli a Roma? Coinvolsero maturi professionisti che si portavano a letto minorenni di famiglie benestanti pagandole. Il caso esplose nell'autunno del 2013. Parte da quella vicenda di prostituzione minorile, e se ne distacca per indagare sulla realtà non solo di rose e fiori delle ragazze, "Baby", serie tv al via su Netfilx da domani 30 novembre. Nella prima e nella seconda puntata comunque non si rimanda a quella vicenda.
Le protagoniste sono Benedetta Porcaroli che interperta la sedicenne Chiara, la bionda, e Alice Pagani, la mora, che è Ludovica. Liceali, amiche, complici. Ha prodotto la serie Fabula Pictures: sei puntate per ogni paese in cui c'è Netflix.
Il regista è Andrea De Sica, figlio di Manuel De Sica, e di Anna Negri. Altri attori sono Riccardo Mandolini, Brando Pacitto, Chabeli Sastre Gonzales, Isabella Ferrari, Claudia Pandolfi, Galatea Ranzi, Massimo Poggio, Tommaso Ragno. Con fotografia di Stefano Falivene, compare un brano dei Maneskin che vengono dalla Roma dei Parioli, "Torna a casa".
È importante dire che gli autori sono molto giovani, coetanei o quasi delle storie raccontate, riuniti nel collettivo Grams: Antonio Le Fosse, Giacomo Mazzariol, Marco Raspanti, Re Salvador, Eleonora Trucchi, appoggiati da due sceneggiatori professionisti, Isabella Aguilar e Giacomo Durzi. Come hanno avvisato in più media gli autori, non è un film tv sulla prostituzione delle ragazze-bene, è sul disagio di quelle fanciulle e di una generazione che si muove in situazioni benestanti ma a cui manca molto.