"Nero a metà", l'integrazione nel poliziesco con Claudio Amendola

Al via dal 19 novembre su Rai1 una serie dove l'attore è il commissario Guerrieri all'opera dalle parti di piazza Vittorio a Roma

Una scena di Nero a metà

Una scena di Nero a metà

GdS 17 novembre 2018

L'integrazione etnica, i rapporti tra padre e figlia, tra persone di origini diverse in una città come Roma, i pregiudizi sono tra i temi che filtrano in "Nero a metà", serie tv poliziesca in sei puntate in onda in prima serata dal 19 novembre su Rai1. La dirige Marco Pontecorvo e vede come protagonisti Claudio Amendola nel ruolo del commissario Carlo Guerrieri, Miguel Gobbo Diaz in quello del vice appena arrivato Malik Soprani, che con il capo ha tensioni ma non rimane indifferente alla adorata figlia del commissario Alba (Rosa Diletta Rossi), con Fortunato Cerlino, Alessandro Sperduti, Margherita Vicario, Sandra Ceccarelli e con Alessia Barela e Antonia Liskova e con la partecipazione di Angela Finocchiaro e Roberto Citran.
La serie è una coproduzione Rai Fiction - Cattleya in collaborazione con Netflix. Si troveranno, gli ispettori, davanti a un omicidio difficile da risolvere. E la zona è Piazza Vittorio, il quartiere multietnico all'Esquilino a Roma, e il Rione Monti.
Angela Finocchiaro interpreta Giovanna Di Castro, genio della medicina legale.
Spunta anche la parola "negro", in bocca al commissario. La sceneggiatrice Donatella Diamanti ha chiarito che non è affatto uno "sdoganamento del razzismo", è una "parola orrenda detta in un momento di rabbia, poi non verrà più usata", il Commissario capirà di aver "sbagliato di grosso, è un uomo come tanti in grado di migliorarsi, poi ci sono quelli che non sono in grado, lo sappiamo".
Per Amendola Roma oggi "è un disastro, ma forse dovremmo tutti noi essere più accorti, dalla raccolta differenziata, ai parcheggi selvaggi, potremmo prendercene cura, non faccio il tifo per questa amministrazione ma cerchiamo di volergli bene facendo tutti nel nostro piccolo qualcosa".