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"Essere Gramsci" sbarca a teatro tra suoni, luci e parole

Tra video, musiche e parole, la regista Clara Murtas dà nuova luce al pensatore sardo.

"Essere Gramsci" sbarca a teatro tra suoni, luci e parole
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20 Settembre 2017 - 22.37


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di Margherita Sanna

Scrivere, parlare, di Antonio Gramsci è sempre un’operazione complessa e composita. Il pensatore isolano che tanto ha contribuito a formare la coscienza politica e intellettuale sarda e italiana, non è di immediata fruibilità. Portare Gramsci addirittura in teatro, è cosa ardua. Ma l’operazione che Clara Murtas effettua in Essere Gramsci, presente nel cartellone di Sardegna Teatro, è riuscita a cogliere lo scheletro del pensatore. Sposando armonicamente linguaggio visuale, musicale e letterario, Clara Murtas e Corrado Giannetti portano sul palco uno spettacolo di suoni e parole che racconta la vicenda umana, intellettuale e politica di Gramsci. L’ironia, gli amori, le difficoltà, vengono esposte al pubblico in una congerie di effetti sonori e ottici, che riescono a non disturbare la narrazione, ma anzi, talvolta, a stimolare l’attenzione. Essere Gramsci è uno spettacolo che, seppur risentendo delle asperità che il pensiero gramsciano porta con sè nella sua qualsivoglia traduzione popolare, risulta necessario vedere, da sardi innanzitutto, e da uomini. La regia di Clara Murtas, circolare e lirica, ha ridato vita al pensatore di Ales in una forma fruibile anche per i più giovani, soprattutto per essi. Uno spettacolo sicuramente da vedere, ma soprattutto da portare nelle scuole.

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