A Firenze Pergola e Niccolini riaprono nel nome di James Joyce e Paolo Poli

“The Dubliners” di Giancarlo Sepe e “Sempre fiori mai un fioraio!” di e con Pino Strabioli segnano il ritorno delle due sale storiche 

A sinistra Pino Strabioli e Paolo Poli. A destra una prova di “The Dubliners” (foto di Filippo Manzini) 

A sinistra Pino Strabioli e Paolo Poli. A destra una prova di “The Dubliners” (foto di Filippo Manzini) 

Redazione 1 ottobre 2021
Nel centro di Firenze riaprono e ripartono con la loro stagione due teatri settecenteschi e poco distanti l’uno dall’altro, la Pergola e il Niccolini. Il primo propone da venerdì 1° ottobre al 14 ottobre la prima nazionale di “The Dubliners” di Giancarlo Sepe, con la Compagnia Teatro La Comunità e con i Nuovi in uno spettacolo tratto dai racconti di James Joyce e che doveva andare in scena nel 2020 e la pandemia ha rinviato. Lunedì 4 (alle 19,30) il più antico teatro della città, il Niccolini, omaggia Paolo Poli, impareggiabile artista che qui era di casa, in uno spettacolo di e con Pino Strabioli, che ne firma anche la regia, e Marcello Fiorini alla fisarmonica: “Sempre fiori mai un fioraio!” è il titolo. 

La Fondazione Teatro della Toscana produce The Dubliners. Come ricorda la nota stampa, lo spettacolo è “tratto l’ultimo dei racconti, The Dead (I Morti), e il dodicesimo, Ivy Day in the Committee Room (Il giorno dell’edera) dei quindici scritti da James Joyce agli inizi del Novecento”. La Pergola viene ridisegnata, “spariscono le quinte e lo spettatore è immerso nella atmosfera grigia e fumosa di una Dublino in cui personaggi stanchi e sfiniti si trascinano nella vana speranza di trovare uno slancio, un sussulto di vita - dice Sepe nel comunicato sullo spettacolo che ha portato in scena in precedenti edizioni nel 2014 e 2015 - The Dubliners come drammaturgia è la frantumazione dei racconti, come fossero fotografati, oppure letti, oppure vissuti come ricordi familiari, le immagini di un rione periferico. La fuga, soluzione mai efficace, sarebbe l’unica via di salvezza una volta appurata l’impossibilità di migliorare la propria condizione. Parlo di fotografia perché è l’immagine del presente, quando la si scatta, ma senza futuro, un’espressione che non diventa né gesto, né parola, come l’idea rinunciataria della vita che hanno i dublinesi”. 

Clicca qui per il sito della Pergola

Nello spettacolo della Alt Academy Produzioni, con i video di Edoardo Paglione, l’attore e regista Strabioli raccoglie pezzi di vita raccolti in “una serie di pranzi con Paoli Poli, nello stesso ristorante, alla stessa ora, nell’arco di due anni”, annota l’ufficio stampa. Che ricorda: “Pino Strabioli ha immortalato questi momenti nel libro “Sempre fiori mai un fioraio” (Rizzoli) per poi farli uscire dalle pagine e portarli sulle scene. I due sono stati legati per anni da rapporti professionali oltre che da una profonda amicizia. Pino Strabioli ha affiancato Poli sul palcoscenico ne “I viaggi di Gulliver” e insieme hanno condotto per Rai Tre “E lasciatemi divertir”, otto puntate dedicate ai vizi capitali. “Ma Paolo perché otto? I vizi sono sette! - L’ottavo sono io, sciocchi!” commentava Poli. 

Biglietti sul sito del Niccolini (clicca qui) o su www.ticketone.it