Alla Biennale di Venezia Kae Tempest, voce poetica e teatrale oltre i generi

Leone d’argento e la prima italiana di “The Book of Traps and Lessons” dell’artista, eccellente, che ha rivendicato un'identità non binaria

Kae Tempest Foto Julian Broad dalla Biennale di Venezia Teatro

Kae Tempest Foto Julian Broad dalla Biennale di Venezia Teatro

redazione 9 luglio 2021
Poeta, performer dei propri versi, drammaturg* che ha fatto del superamento dei generi un tratto della sua personalità, Kae Tempest è certo una delle voci letterarie e teatrali più stimolanti, meno convenzionali e meno consolatorie del panorama contemporaneo. Benissimo quindi ha fatto la Biennale di Venezia,  nel 49esimo Festival del teatro in corso fino all’11 luglio e diretto da Stefano Ricci e Gianni Forte, ad assegnare all’artista della Gran Bretagna il Leone d’argento e a riservare uno spazio adeguato alla sua parola. Kae Tempest riceve il premio venerdì 9 luglio alle 14 nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale (ore 14.00), in incontro condotto dal saggista e critico di teatro Andrea Porcheddu. Sabato 10 luglio alle 21 al Teatro Goldoni debutta nel nostro paese “The Book of Traps and Lessons”.

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Pubblicato in forma di album nel 2018, dice la nota stampa, “The Book of Traps and Lessons” viene dato in forma di performance spoken word. Ancora la Biennale scrive: “Un piccolo tavolo e una sedia su un palco che è deserto roccioso creano l’atmosfera intima in cui condividere il flusso di parole - arrabbiate, sussurrate, rappate – di Kae Tempest. E l’ente riprende unna citazione dal quotidiano Guadian: 
he Book of Traps and Lessons è “testimonianza di un poema vivo che cattura le tensioni rabbiose proprie dell’essere vivi: cercando di non guardare direttamente alle crisi future, cercando di amare e dare e ballare nel mezzo del fumo di un incendio”.

 “Kae Tempest è la voce poetica più potente e innovativa emersa nella Spoken Word Poetry degli ultimi anni, capace di scalare le classifiche editoriali inglesi e raccogliere consensi al di fuori dei confini nazionali per il coraggio ardimentoso nel dissezionare e raccontare con sguardo lucido angosce, solitudine, paure e precarietà di vivere”, dice la motivazione del Leone d’argento. 

Ancora dal comunicato della Biennale: “Kae Tempest, pseudonimo di Kate Esther Calvert (Westminster, 1985), fa coming out non binario nel 2020 annunciando pubblicamente il nuovo nome - Kae (pronunciato come la lettera K in inglese) Tempest - e la preferenza per l’utilizzazione del pronome plurale e non di genere (in inglese) “they”. Da allora le sue biografie si sono adeguate a questa indicazione”.

Nata nek 1985, Kae Tempest vede i suoi testi pubblicati in italiano dalle edizioni E/O. Lo spettacolo si dà alle 21 di sabato al Teatro Goldoni, “The Book of Traps and Lessons;; dura circa 45 minuti. I biglietti si acquistano solo online: www.labiennale.org