Gigi Proietti non è stato sepolto? Botta e risposta tra la figlia dell'attore e Repubblica

Dopo sei mesi dalla sua morte è ancora incerto il luogo dove andranno le reliquie? Carlotta Proietti smentisce il quotidiano, Sergio Rizzo le risponde

Foto di Gigi Proietti

Foto di Gigi Proietti

redazione 28 maggio 2021
A sette mesi dalla sua morte Gigi Proietti non è stato ancora sepolto. A lanciare la notizia è stata Repubblica, che spiega come dopo la sua morte, sembrava che Proietti dovesse essere seppellito nel cimitero Acattolico di Roma, ma pare che attualmente la sua urna si trovi in Umbria, nel cimitero di Porchiano, dove riposano i genitori, Romano e Giovanna. 

La figlia Carlotta Proietti ha pubblicato un un post su Facebook in cui confuta l’articolo del quotidiano che asserisce che il Comune non aveva trovato un posto per il padre.

Scrive Carlotta Proietti: "Vi informo che la notizia uscita su Repubblica ieri, è una fake news. Abbiamo preparato immediatamente una smentita, congiuntamente con Ama e Roma Capitale, che pubblico qui sotto, e che non tutti hanno letto, evidentemente. Vi pregherei di non alimentare queste polemiche, inutili e dannose. È stato evidentemente un attacco alla città, alla sindaca, fatto usando il nome di mio padre.
 Forse la cosa che fa più tristezza è quando ci si permette di dire “cosa avrebbe detto Gigi”. Bene. Nessuno può sapere cosa avrebbe detto, di sicuro posso dirvi che a lui Virginia Raggi piaceva, e non avrebbe “riso sornione”, non avrebbe preso in giro, non avrebbe ironizzato. Sicuramente si sarebbe informato prima di aprire la bocca e daje fiato.
Papà amava la sua città, amava il suo pubblico, il suo teatro, e queste sono le cose a cui teniamo anche noi.
Per la sepoltura ci vorrà del tempo, i tempi sono lunghi ora e lo sono sempre stati, i problemi ci sono e ci sono sempre stati.
State calmi, abbiamo già tanti problemi da risolvere, vogliamo far partire una stagione teatrale di questi tempi. Se proprio dovete parlare, parlate di questo. Parlate del Globe. Parlate del bello possibile.
Oggi se ne va una grande donna, unica, Carla Fracci.
Impariamo da lei almeno la grazia e la delicatezza che sembra abbiano tutti un po’ perso".

La replica di Sergio Rizzo di Repubblica
Al post di Carlotta Proietti ha risposto direttamente online su repubblica.it chi ha scritto l'articolo, Sergio Rizzo. Riportiamo anche il suo testo: "I giornali hanno un compito che non sempre può risultare gradevole: raccontare i fatti. E’ quello che facciamo ogni giorno, e che abbiamo fatto anche in questa circostanza, dando conto di una situazione che non poteva certo essere considerata normale. La stessa Carlotta Proietti nella sua dichiarazione afferma che “per la sepoltura ci vorrà del tempo”, aggiungendo che “i problemi ci sono e ci sono sempre stati”. Né più, né meno, quello che ha scritto Repubblica in questi giorni. Dunque esattamente il contrario di una fake news. E vogliamo anche tranquillizzarla: in quello che abbiamo scritto in questi giorni non c’era alcuna strumentalizzazione, né un “attacco alla città e alla sindaca” utilizzando il nome di suo padre. Soltanto notizie, doverosamente notizie. Che vanno sempre date, anche quando possono essere scomode per qualcuno. Quanto alla memoria di Gigi, ha perfettamente ragione sua figlia: nessuno può sapere che cosa avrebbe detto. Nessuno davvero".

Le reazioni all'articolo
Le critiche  dopo l'articolo non hanno tardato ad arrivare. Tuttavia ora prendono un altro aspetto. "Si è fatto a gara di retorica, si sono intitolati teatri e poi non si riesce a seppellire perché a Roma non si è in grado di tumulare i morti - tuona Carlo Calenda -. Questo capita perché nella nostra città, da anni, si aspettano investimenti per costruire nuovi cimiteri. In un Paese normale, in una città normale, il sindaco che è proprietario dell'Ama, la municipalizzata che gestisce i cimiteri e fa questo disastro, viene fatto dimettere a furor di popolo". E ancora, per la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria, "è l'ennesimo fallimento della giunta Raggi e della sua gestione dei servizi comunali, su cui ormai resta poco da dire". 
Mentre il consigliere capitolino della Lega, Davide Bordoni, annuncia un'interrogazione alla sindaca Virginia Raggi "per capire cosa il Comune stia facendo". 



Le critiche non hanno tardato ad arrivare, "Si è fatto a gara di retorica, si sono intitolati teatri e poi non si riesce a seppellire perché a Roma non si è in grado di tumulare i morti - tuona Carlo Calenda -. Questo capita perché nella nostra città, da anni, si aspettano investimenti per costruire nuovi cimiteri. In un Paese normale, in una città normale, il sindaco che è proprietario dell'Ama, la municipalizzata che gestisce i cimiteri e fa questo disastro, viene fatto dimettere a furor di popolo". E ancora, la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria, "è l'ennesimo fallimento della giunta Raggi e della sua gestione dei servizi comunali, su cui ormai resta poco da dire". 
Mentre il consigliere capitolino della Lega, Davide Bordoni, annuncia un'interrogazione alla sindaca Virginia Raggi "per capire cosa il Comune stia facendo". 
 
In risposta sono arrivate tempestivamente le giustificazioni dell’Ama, l'azienda capitolina che si occupa della gestione cimiteriale, che ha fatto sapere che le operazioni di sepoltura sono seguite secondo le indicazioni dei parenti dell'attore. Spiega poi che "fin da subito si è messa in contatto con la famiglia di Gigi Proietti per assicurarne una degna sepoltura. Il Maestro è deceduto il 2 novembre, è stato cremato il 10 novembre e le ceneri sono state consegnate alla famiglia il giorno successivo. Già da novembre dello scorso anno, tecnici di Ama-Cimiteri Capitolini, insieme a un rappresentante di Roma Capitale, hanno effettuato una serie di sopralluoghi con i congiunti del grande artista romano in più aree del Cimitero Monumentale del Verano". 
Pare infatti che la famiglia del regista abbia chiesto la concessione di un'area per edificate una cappella nella zona nuova del cimitero monumentale del Verano, dove sono seppelliti i più illustri artisti e rappresentanti dell'Italia, dalla famiglia Garibaldi a Goffredo Mameli.