La Biennale teatro di Venezia sfida le censure. Politiche e teatrali

È il tema della rassegna ora al via diretta da Antonio Latella. Che consegna il Leone d’oro alla carriera a Franco Visioli e quello d’argento ad Alessio Maria Romano. Il link al programma

“Bye bye” di Alessio Maria Romano. Foto Andrea Macchia per Biennale Venezia Teatro 2020

“Bye bye” di Alessio Maria Romano. Foto Andrea Macchia per Biennale Venezia Teatro 2020

GdS 14 settembre 2020
È la censura, quella esplicita dei regimi e quella nascosta, non dichiarata, che talvolta diventa autocensura, il filo conduttore scelto da Antonio Latella per il 48esimo Festival internazionale del teatro della Biennale di Venezia 2020, l’ultimo del suo mandato e che si svolge da oggi lunedì 14 settembre fino al 25. Il regista ha cercato artisti che di rado i teatri istituzionali programmano per andare oltre quel muro che ritiene il sistema teatrale ufficiale ritiene alzi troppo spesso. E non è che a volte scatta l’autocensura? Francesca De Sanctis, parlando della rassegna su l’Espresso di ieri 13 settembre, segnala che in programma ci sono spettacoli dal marchese de Sade (di Fabio Condemi), dall’autore dei Fiori male Baudelaire (di Astorri Tintinelli), da D’Annunzio (di Leonardo Lidi), lancia una domanda opportuna e che investe tutti noi: “Perché ci scandalizziamo tanto ripensando ai libri proibiti di D’Annunzio, de Sade e Baudelaire e di fronte all’assenza totale di certi artisti sui palcoscenici o di fronte alla violenza comunicativa dei nostri politici rimaniamo quasi paralizzati, incapaci di esercitare la piena libertà?”

Pone implicitamente anche questo interrogativo il festival che si apre con la poetessa-scrittrice-drammaturga Mariangela Gualtieri oggi al Teatro Goldoni alle 16, autrice di una poesia sulla quarantena e il covid che ha avuto amplissima risonanza sul web,
nove marzo duemilaventi. Dice l’autrice alla Biennale: “Questo presente è in ogni parola che ho scritto in questi mesi e dunque non potrò fare a meno di darne testimonianza. Ciò avverrà a partire dai morti, morti del nostro Paese e del mondo, corpi andati via in solitudine, senza mani familiari ad accudirli, senza rito, senza ornamento. Sarà un Requiem ad aprire questo mio dire, nel tentativo di riportare quei corpi dentro un pensiero di luce, toglierli dalla lugubre desolazione e riconsegnarli alla più misteriosa delle avventure. E anche nel tentativo di essere vicini ai vivi che hanno patito il brutale definitivo congedo. Facendo questo, so che tutti i compagni d’arte di questa Biennale Teatro sono con me, solidali in questo atto di pietà e compassione”.

Oggi l'ente consegna i Leoni del Teatro 2020. Li ricevono Franco Visioli, musicista e sound designer che ha accompagnato molti lavori di Massimo Castri, di Thierry Salmon, di Peter Stein, di Latella, Leone d’oro alla carriera, e Alessio Maria Romano, pedagogo, regista e coreografo, che ha lavorato spesso con Luca Ronconi, il Leone d’argento.

I due vincitori mettono in scena due allestimenti proprio intorno al tema della censura. Visioli debutta alla regia portando lo spettacolo “Ultima latet” oggi alle Tese dei Soppalchi alle 21.30, che parte dal romanzo della Montagna incantata di Thomas Mann con due attrici, Alice Torriani ed Elisabetta Valgoi: “Il luogo d’azione è un luogo di cura, ma anche un luogo sconosciuto e per questo temuto, un luogo dove la censura viene esercitata al contrario. Chi è censurato qui è il sano, colui che abita la pianura, fonte di malessere e di miasmi originari”, riferisce la nota della Biennale.

Invece al Teatro delle Tese alle 18.30 Alessio Maria Romano propone insieme alla drammaturga Linda Dalisi “Bye Bye”, . Così l'autore descrive lo spettacolo nel comunicato dell'ente veneziano: “un concerto in cui la musica la fanno i cinque performer Ornella Balestra, Filippo Porro, Andrea Rizzo, Valerie Tameu e Isacco Venturini che insieme all’intera squadra tecnica e artistica hanno messo a disposizione le loro storie e le loro azioni per un atto di scelta e ricordo. Bye Bye è un omaggio a tutte le donne e a tutti gli uomini che il potere di turno ha nascosto ed eliminato, ‘bucando’ le loro vite in nome di un’idea di ‘giustizia’ “.

Per il calendario completo del 48esimo Festival teatro della Biennale clicca qui