Dall’Africa a Rodari: Sonia Aimy e Anna De Blasio fanno volare le fiabe nel web

La cantante e attrice narra e canta storie dalla tradizione dei griot, la giornalista ricrea favole animate: così descrivono i loro racconti online

Sonia Aimy, a sinistra, e Anna Maria De Blasio

Sonia Aimy, a sinistra, e Anna Maria De Blasio

GdS 4 giugno 2020
di Stefano Miliani

Dall’Africa a Latina, le vie delle fiabe e della narrazione sul web imboccano vie sorprendenti. Tra i tanti certo possibili, prendiamo due casi che hanno preso forma con la quarantena da Coronavirus e hanno tutti i numeri per continuare un lungo percorso dalle proprie postazioni. In ordine alfabetico: il primo caso è rappresentato da Sonia Aimy, cantante e attrice di origine nigeriana, che ha vissuto a lungo e torna regolarmente in Italia e che, da Toronto dove risiede attualmente, ha preso a raccontare le storie dei griot, i cantastorie dell’Africa occidentale che, un po’ come gli aedi dell’antica Grecia, narravano in forma di poesia e musica storia, fatti, miti viaggiando tra paesi e comunità; il secondo caso è dato da Anna De Blasio, giornalista laureata al Dams di Roma, animatrice del gruppo teatral-musicale per bambini Polvere & Ciliegia, attrice, di Latina, e che sul web posta fiabe con una forma particolare di teatro molto apprezzate dai bambini. Oltre agli elementi tecnici come il ricorrere al web un altro elemento accomuna le due narratrici: pulsano gioia nel raccontare e la gioia si sente.

Sonia Aimy, poliedrica portavoce
“I narratori griot come cultura esistono ancora, nella Guinea, nel Senegal, nella Nigeria occidentale – racconta Sonia Aimy – Social media e desiderio di modernizzazione hanno un po’ cambiato questo importante modo di essere nella nostra cultura”. Per lei, cantante e songwriters, cosa rappresenta questa attività? “È un mezzo per trasmettere, attraverso la musica e la recitazione, saperi o conoscenze tramandate ma anche per trovare complici in qualsiasi storia racconti: sia chi narra sia chi ascolta diventa parte di un cerchio. Importante è creare un’atmosfera affinché il pubblico sia parte della storia di cui sono la portavoce”.



La scelta dell’italiano è naturale, per questa artista poliedrica: “Come attrice sono cresciuta al Teatro Stabile di Torino e sono stata la prima Cenerentola nera. Quando racconto storie in inglese ricevo messaggi dove mi chiedono perché non le traduco in italiano. Dopo la Nigeria il mio Paese è l’Italia, prima del Canada”. Sonia Aimy è peraltro sicura che le fiabe oggi hanno molto da dirci: “Ci fanno riflettere su noi stessi, sui nostri valori, possiamo sempre imparare e oltre tutto istigano la voglia di leggere che tanti hanno dimenticato a favore dei social media. Se monto una storia magari qualcuno si sentirà motivato a scoprire la letteratura africana. Anche per questo do valore alla lettura e alle narrazioni antiche, sono uno specchio della nostra vita”.

Il link youtube a Sonia Aimy

Anna Maria De Blasio l’acchiappastorie

Il suo blog è “Acchiappastorie”. “L’iniziativa è nata su Facebook per mantenere rapporti durante la quarantena con i bambini in età prescolare e scolare. Si chiamano ‘letture animate’ – spiega Anna Maria De Blasio – Uso pannelli che dipingo o marionette di feltro che costruisco. Uso fiabe della tradizione, per esempio dei Fratelli Grimm, che i bambini e io modifichiamo, a volte con finali inaspettati”. I trucchi del mestiere variano. “Usiamo dadi magici con una pecora, un albero, una bacchetta magica o altro sui lati. Lancio il dado e quello che viene introdotto come elemento narrativo così la fiaba diventa un racconto creativo. E alla fine della storia non faccio la morale”. Le fonti non risalgono solo alla cultura occidentale: “Utilizzo il kamishibai, forma di teatrini giapponesi che ho ricostruito, e racconto con le immagini”. Le reazioni dei piccoli spettatori a distanza? Ne sono attratti. Un po’ ricorderà loro la tv ma qui c’è la parte narrata”. Con storie particolari: da quelle di Gianni Rodari ai racconti di Beatrice Alemagna a quelle create appositamente, come una biografia di Albert Einstein.



L’avventura teatral-web, come registra l’autrice-attrice, “si è allargata a macchia d’olio e alla fine mi chiesto di aprire un canale su youtube. All’inizio caricavo i video su Facebook alle 19 e se non mi sbrigavo arrivavano messaggi. E se salto un giorno arrivano proteste dai bambini”. I genitori? “Hanno detto che questi racconti li hanno aiutati tanto”. Apprezzamenti speciali? “Maestre da tutta Italia mi hanno chiesto di usare qualche mia fiaba nella didattica a distanza. Anche per bambini con disabilità. Un’associazione per bambini autistici mi ha chiesto storie sui colori perché i piccoli ne traggono grande giovamento”. Non solo loro ne trarranno giovamento. Anche un adulto curioso troverà gustosissima la narrazione su vita, ideali e idee di Einstein.

Il link youtube alle fiabe di Polvere e Ciliegia