Dagli studenti a Celestini e Satta, chi va in scena per la Memoria

A Roma reading con l’istituto Alfieri – Lante della Rovere e film, appuntamenti in più teatri. A Milano un balletto introdotto da De Bortoli, Renato Sarti sul palco e altro

Dagli studenti a Celestini e Satta, chi va in scena per la Memoria
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25 Gennaio 2020 - 23.01


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Che ne direste se qualcuno sul portone di casa vostra scrivesse, in tedesco per rinfrescare il ricordo del nazismo, “qui ebrei”? La scritta indicava chi andava deportato o ucciso, marchiato, depredato. Che lo siate o meno non importa niente, non conta nulla: sarebbe un gesto violento – dopo quanto successo a Mondovì sempre un gesto possibilissimo – e chissà che un giorno alla violenza della scritta qualcuno non faccia seguire la violenza fisica che di norma viene dopo le parole.

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Queste poche righe per ricordare che lunedì 27 gennaio torna il Giorno della Memoria per commemorare da un lato le vittime dell’Olocausto – gli ebrei che Hitler voleva cancellare dalla faccia dell’intero pianeta, poi rom, omosessuali, oppositori politici, oppositori religiosi al nazismo. Qualcuno ha scritto quella scritta nazista perché il clima politico di odio verso immigrati, stranieri, ebrei, lo permette. Diamo pertanto conto di alcuni spettacoli sulla Memoria avvisando che se ne tengono in buona parte del Paese. Qui ci concentriamo su Milano, città di Liliana Segre e del famigerato binario 21 alla stazione da cui partivano i carri con i deportati, e Roma, città del rastrellamento di oltre mille ebrei il 16 ottobre 1943, ma accade molto altro anche altrove.

A Milano

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A Milano il 27 al Conservatorio Giuseppe Verdi si tiene “Il ballo di Irène. L’incredibile storia di Irène Némirowsky”, con Alessia Olivetti, scritto e diretto da Andrea Murchio in collaborazione con Bruno Maida, le musiche a cura degli studenti del conservatorio. Lo spettacolo racconta in prima persona le vicende private di Irène Nemirowsky e viene da Ferruccio de Bortoli, presidente onorario della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano. Ingresso gratuito.

Dal 28 gennaio al 2 febbraio al Teatro della Cooperativa di via Hermada a Milano va in scena “I me ciamava per nome: 44.787”, spettacolo sulla Risiera di San Sabba, vicino a Trieste, dove vennero internati migliaia di italiani. Testo e regia di un attore autore di grande spessore artistico e civile, Renato Sarti, che il 27 lo porterà anche al Piccolo Teatro Grassi.

A Roma

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A Roma il museo Maxxi domenica 26 alle 11.30 tiene un reading di giovani studenti, proietta film, pianta un ulivo di Gerusalemme come simbolo di pace nella piazza del museo, simbolo di pace. Il reading teatrale è degli studenti dell’ Istituto Alfieri-Lante della Rovere che danno voce ai perseguitati dai nazisti ricordando i luoghi della memoria nella capitale. Segue la testimonianza di Fabiana di Segni, nipote di Fatina Sed deportata nel campo di sterminio di Auschwitz a tredici anni, cui segue la testimonianza di Fabiana Di Segni (in collaborazione con il Municipio Roma II).
Alle 16 nell’auditorium viene proiettato il film “I semi del girasole” di Vittorio Pavoncello su due fratelli, di cui uno neonazista e tra gli altri ci sarà il giornalista e scrittore Furio Colombo. Alle 18.30 il film “Il rosa nudo” scritto e diretto da Giovanni Coda: a cura delle comunità Lgbtqie+ di Roma, il regista, autore, sceneggiatore e fotografo Coda “ripercorre i momenti drammatici della vita di Pierre Seel in seguito all’arresto per omosessualità e alla deportazione in un capo di concentramento tedesco”. www.maxxi.art

Il cinema spazio Apollo 11, presso l’Itis Galilei (ingresso laterale di via Bixio, 80/a, angolo via Conte Verde all’Esquilino) lunedì 27 alle 19.30 proietta “1938: diversi”
di Giorgio Treves, sulle leggi razziali del fascismo di quell’anno. Nastro d’argento come miglior documentario nel 2018, cui segue un incontro con il regista, lo scrittore Aldo Zargani, lo storico Mario Avagliano, il sociologo Edoardo Novelli. Alle 21.15 l’Apollo 11 proietta il film “Chi scriverà la nostra storia” di Elisabetta Grossman (replica martedì alle 17): sui 450mila ebrei rinchiusi dai nazisti nel ghetto di Varsavia nel 1940 e sul gruppo di giornalisti, ricercatori e capi della comunità ebraica guidati dallo storico Emanuel Ringelblum e conosciuto con il nome in codice Oyneg Shabes raccontarono le atrocità commesse dai nazisti e la vita nel ghetto e seppellirono 60mila pagine di documenti sperando che un giorno qualcuno le recuperasse. Le voci sono affidate tra altri all’attrice Joan Allen e all’attore Adrian Brody.

Fino al 16 febbraio replica al Teatro Belli “Il diario di Anne Frank”, nel novantesimo anniversario della nascita dell’autrice. Lunedì 27, alle 21, al Teatro Vascello è in scena lo spettacolo “La mamma sta tornando povero orfanello”.

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Sempre lunedì 27 gennaio, alle 21, all’Auditorium Parco della Musica Ascanio Celestini presenta il suo spettacolo “I 20 anni di Radio Clandestina”, racconto sulla strage di via Rasella.
Giovedì 30 gennaio, alle 21, al Teatro del Lido è in programma lo spettacolo Hans da L’amico ritrovato di Fred Uhlman.
Sabato primo febbraio, alle 11, al Teatro Villa Pamphilj va lo spettacolo La fisarmonica verde di Andrea Satta; il 4 febbraio, alle 21, al Teatro Tor Bella Monaca, arriva lo spettacolo Olokaustos 1944 tratto da Il dolore di Marguerite Duras e La specie umana di Robert Atelme.
Altri appuntamenti teatrali: L’uragano – Storia di Leone Efrati al Teatro Palladium il 28 gennaio, alle 21, e Belva Giudea all’Off/Off Theatre, il 28 gennaio, alle 21. (Cl.Sar)

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