L'appello di Marescotti: "Con la Lega rischiamo il fascismo, scelgo Bonaccini"

L’attore romagnolo: «Domenica dobbiamo votare per l’attuale governatore. Salvini quando citofona usa metodi squadristi, la democrazia è in pericolo»

Ivano Marescotti

Ivano Marescotti

GdS 24 gennaio 2020
di Stefano Miliani

«Io non ho un partito ma domenica in Emilia Romagna non si tratta di votare “turandosi il naso” come si diceva una volta, qui bisogna votare per evitare il peggio rappresentato dalla Lega che di impronta razzista e fascista, è un pericolo reale per la democrazia». Ivano Marescotti, attore, regista e drammaturgo, nato a Bagnacavallo nella Bassa Romagna il 4 febbraio 1946, in un suo blog si descriveva «figlio della Liberazione dal nazifascismo».
A ridosso del voto nella sua regione, questa domenica, avverte che il pericolo è davvero forte. Non per l’Emilia Romagna soltanto, bensì avverte in bilico la tenuta democratica del Paese. Rafforzano le sue sensazioni (gli artisti spesso fiutano meglio di noi dove va il vento) le ultime gesta di Salvini minaccioso al citofono di un cittadino nel quartiere bolognese del Pilastro, rafforza quelle brutte sensazioni il vicesindaco di Ferrara Nicola Lodi quando in un video avverte i giornalisti di Piazza Pulita di La7 spariranno tutti per la vergogna e mima di farci un c… così … (guarda sotto il video).
Come promemoria: Marescotti è persona indipendente, sostenne la Lista Tispras, in seguito i 5 Stelle, poi ritirò il suo appoggio.
L’attore risponde alle domande con generosità: appena posato il telefono andrà in scena in una replica del un nuovo allestimento dello Zio Vanja di Cechov che ha debuttato in prima nazionale al Teatro Carignano di Torino dove resta fino a domenica 26 e prodotto dallo Stabile torinese – Teatro Nazionale.

Clicca qui per lo “Zio Vanja” del Teatro Stabile di Torino

Allora Marescotti, domenica lei come vota?
Non ho un partito e non ho una lista preferenziale, tuttavia l’impegno per queste elezioni non equivale a votare, come si diceva prima, “turandosi il naso” per il meno peggio. No. qui bisogna votare contro il peggio. Quelli della Lega sono di impronta razzista e fascista, è un pericolo reale. Lo dimostra Salvini quando citofona a casa di presunti innocenti bollandoli come spacciatori: è un metodo squadristico di tipo fascista. Se vincono questi prendono la mano e occupano lo Stato e, come ha detto Salvini stesso, lui vuole “pieni poteri”.

Vede il rischio di un fascismo come quello del ventennio?
Naturalmente è aggiornato all’oggi, non si deve pensare un fascismo come il Partito nazionale fascista armato con il manganello degli squadristi, anche se ci sono formazioni tali alleate dei leghisti.

Lei cosa suggerisce?
Non c’è problema, si può votare per qualsiasi lista si voglia ed è possibile il voto disgiunto. Perciò scelgo mi chi mi pare però come presidente voto per Stefano Bonaccini, non ho dubbi.

La campagna elettorale ha visto il governatore uscente Bonaccini contro Salvini. La candidata leghista non si vede?
La Borgonzoni è inesistente e inconsistente. Perfino suo padre fa campagna elettorale contro la figlia. Non si vede, non è presentabile. Se già Salvini è uno zoticone ignorante immaginiamo cosa è lei. Addirittura lei pretende di diventare presidente dell’Emilia Romagna senza sapere con chi confina (alla Zanzara su Radio Rai1 indicò il Trentino, poi citò l’Umbria al posto di San Marino correggendosi, ndr). Questa gente è lì per il potere. Pensi anche al vicesindaco di Ferrara Nicola Lodi: dice “vi faccio un culo così”, dice che ci faranno sparire circolazione. Non è fascismo? Questa gente rappresenta un pericolo molto serio.

Lei non è del Pd …
No, certo no, ma adesso dobbiamo fare una battaglia politica per mantenere una democrazia: non sono semplicemente bulli. Se la Regione Emilia Romagna viene perduta alla Lega, a questa gente, il pericolo per la democrazia è nazionale, stiamo attenti.