Glauco Mauri: “Torno a Re Lear perché con lui la vita diventa teatro”

La tragedia di Shakespeare in un nuovo allestimento con Sturno alla Pergola di Firenze, poi all’Eliseo di Roma e in tournée. Il video delle prove

Glauco Mauri e Roberto Sturno in “Re Lear”. Foto Filippo Manzini

Glauco Mauri e Roberto Sturno in “Re Lear”. Foto Filippo Manzini

GdS 10 gennaio 2020
Re Lear, il sovrano che ascolta le figlie adulatrici e respinge la figlia Cordelia che davvero lo ama e per questo gli dice la verità. Fino allo sfacelo del regnante e all’illuminazione, tardiva, su chi realmente ama. Ad affrontare una delle più sfaccettate parabole sugli affetti e sul potere, scritta naturalmente da William Shakespeare, è Glauco Mauri che impersona Lear per la terza volta nella sua carriera: spettacolo è in prima nazionale da oggi sabato 10 gennaio fino al 19 al Teatro della Pergola di Firenze e poi al Teatro Eliseo di Roma dal 21 gennaio al 2 febbraio.

Nel ruolo del conte di Gloucester è Roberto Sturno, presente nelle due precedenti produzioni con Mauri. Questo Re Lear è prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno e dalla Fondazione Teatro della Toscana. La traduzione è di Letizia Russo, la regia di Andrea Baracco, l’adattamento del regista e di Mauri. Linda Gennari è Goneril, Aurora Peres fa Regan, Emilia Scarpati Fanetti impersona Cordelia.

Dichiara il protagonista nelle note stampa: “Mi sono sempre sentito non all’altezza ad interpretare quel sublime crogiolo di umanità che è il personaggio di Lear. In questa mia difficile impresa mi accompagna la convinzione che per tentare di interpretare Lear non servono tanto le eventuali doti tecniche maturate nel tempo quanto la grande ricchezza umana che gli anni mi hanno regalato nel loro, a volte faticoso, cammino. Nel Re Lear è la vita stessa che per raccontarsi ha bisogno di farsi teatro”.