Domino: in scena a Perugia la società della sopraffazione

In scena a Perugia il progetto Domino di Manuel Capraro e Irene Di Lelio. Come vivere la partita del dominio in una società così avara con i giovani.

Domino: in scena a Perugia la società della sopraffazione
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20 Febbraio 2016 - 13.13


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Il Teatro di Sacco ospita per la stagione Indizi 2015/16 “Domino” spettacolo in due parti di Manuel Capraro e Irene Di Lelio. Si tratta di un lavoro complesso, che scruta quell’atteggiamento di disinteresse, di disgusto verso il prossimo che hanno oggi le persone nell’Italia così avara con i giovani e con l’arte. I registi mettono in scena personaggi che vivono dominando sugli altri: “Il lavoro racconta quello che succede nelle relazioni tra le persone e cerca di capire come stare nella partita del nostro presente e rimanere in piedi”.

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A Perugia, domani domenica 21 febbraio, nell’ambito di una collaborazione tra Teatro di Sacco e Emergenze, andranno in scena due parti del lavoro. La prima, intitolata Fabrizio, scritta e diretta da Capraro che la racconta così: “Questo spettacolo è l’ultimo ballo, l’ultimo delirio, l’ultimo urlo di un giovane uomo che ha perso tutto, che è rimasto solo ed è stato rinnegato da un mondo che lo schiaccia, lo domina e lo vomita, perché soddisfatto della propria ignoranza e del proprio egoismo. Lo stesso mondo in cui l’unica cosa che conta è il denaro, in cui i sentimenti, le emozioni, la musica, il movimento non sono concessi. “Fabrizio” è la necessità di aggrapparsi a qualcosa di profondo ed eterno in questo marasma di delusioni e sconfitte che oggi ci circonda. La scena è coperta di bidoni della spazzatura colorati. La sua immaginazione e le sue allucinazioni ci traghettano all’interno dei ricordi e ci fanno entrare nel Burlesque Club del suo grande amore, la star: Mirandolina. Fabrizio è il grido di una generazione che non si arrende e che lotterà fino all’autodistruzione. Atto unico che si ispira e reinterpreta alcuni personaggi e tematiche de La Locandiera di C. Goldoni”.

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La seconda parte è intitolata Il Rinoceronte, su testo di Eugène Ionesco la regia Irene Di Lelio. “Un’epidemia prende corpo. Lentamente si disegna dentro gli organi delle persone, modifica il loro Essere, la loro forma mostruosa di uomini. Esplodono le rivendicazioni di ansie e angosce che reprimono, che li schiacciano. Il rinoceronte, a discapito dell’uomo, è la novità, la bellezza, la soluzione ai problemi. Un Universo al contrario, dove vince l’istinto, la rivalsa, la superficialità di giudizio. Le relazioni diventano primordiali, senza coinvolgimento mentale, emotivo. L’inquietudine, la malinconia e la paura del senso del nostro esistere, è messa all’angolo, è annullata. La forza, l’arroganza, la voglia di schiacciare e DOMINARE gli altri, primeggia. Bèrenger è circondato dalle sue paure che lo ingoiano e lo risucchiano. Una realtà inventata, assurda è la metafora della mancanza di giudizio che pervade il nostro secolo. Come in un sogno, in un incubo, Bèrenger sceglie le maschere che i personaggi indosseranno per umiliarlo e poi schiacciarlo. Una grande allucinazione che lo condiziona, lo ingloba dentro le sue paure esistenziali che prendono corpo e pulsano davanti ai suoi occhi”.

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L’appuntamento è per domani, domenica 21 febbraio, a Perugia presso la Sala Cutu. Saranno in scena con “Domino”:
Gabriele Abis,
Serena De Siena,
Veronica Di Giacobbe,
Giacomo Lilliù,
Alberto Melone.

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