Un’opera nata dall’ascolto di oltre duecento storie reali si riconferma capace di riempire le platee con una forza incredibile. Prende il via proprio stasera al Teatro della Cometa di Roma, dove ha già registrato il tutto esaurito prima ancora del sipario, il nuovo allestimento de I Monologhi della Vagina di Eve Ensler, con il coordinamento artistico di Lella Costa. Il debutto capitolino segna l’inizio di un percorso profondo, che vedrà l’attrice ritornare a dare voce a questo testo iconico a tre decenni dalla sua stesura originale e a diciotto anni dalla partecipazione al primo V-Day di New Orleans. Diventata negli anni una pietra miliare della drammaturgia contemporanea e un manifesto della lotta contro le violenze di genere, si propone oggi con una rinnovata urgenza, come confermano i dati diffusi sul progetto da Agnese Ferrari su ANSA.
Il passaggio del tempo offre un’occasione inevitabile per riflettere sull’evoluzione culturale e sociale dell’ultimo trentennio. Analizzando le trasformazioni e le ombre del presente, Lella Costa evidenzia come la sensibilità comune verso la violenza sia cambiata, sottolineando che “la percezione e la consapevolezza del problema dei femminicidi sia cambiata con il tempo” e ricordando come al momento del primo debutto italiano nel 2001 una parola come femminicidio non fosse ancora entrata nel vocabolario comune.
Se da un lato si registra una crescente attenzione collettiva sul tema dei diritti, dall’altro emergono nuove complessità nel rapporto con la propria intimità. L’attrice osserva infatti con grande lucidità la contraddizione di un’epoca dominata dai social e dall’esposizione visiva del corpo, ponendosi interrogativi sul fatto che all’ostentazione corrisponda un reale approfondimento della dignità: “Non so quanto a questo corrisponda però una effettiva conoscenza e cura del corpo, della dignità e della libertà di scelta delle donne che dovrebbero essere inviolabili”.
L’impostazione scenica mantiene la sua natura corale, trasformando ogni serata in un momento condiviso. Come spiegato dalla stessa artista, “il testo è fatto di letture-testimonianze di esperienze femminili e sono grata alle brave e generose attrici che, a staffetta, si alterneranno sui palchi con me”. Questa struttura dinamica vedrà sul palco romano un ricco avvicendamento di interpreti, da Cristiana Capotondi ad Anna Ferzetti, da Paola Turci a Veronica Pivetti, pronte a scambiarsi il testimone prima che la tournée prosegua verso Pontedera, Bologna e Milano. La data di chiusura del tour, prevista al Teatro Carcano il 24 novembre, si colloca non a caso alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, confermando l’impegno civile dell’iniziativa.
