Con "Libere visioni" i detenuti diventano giurati cinematografici

Il progetto che unisce cinema e solidarietà, coinvolgendo due carceri siciliani per due distinti festival: all'assegnazione dei premi di Magma-Mostra di cinema breve e Festival del cinema archeologico, parteciperà una giuria di detenuti.

Con "Libere visioni" i detenuti diventano giurati cinematografici
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27 Ottobre 2026 - 18.35 Culture


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Nella casa di reclusione di Augusta, in provincia di Siracusa, le luci si spengono e cominciano le proiezioni. Non si tratta di una serata di svago come le altre: sono partiti proprio lì i primi incontri di “Libere visioni”, il progetto che consegna a una giuria composta da persone detenute il compito di assegnare un riconoscimento speciale all’interno di due rassegne siciliane. La prima è Magma, mostra di cinema breve giunta alla venticinquesima edizione, mentre la seconda è il Festival della comunicazione e del cinema archeologico, che quest’anno festeggia la sedicesima. Oltre alla struttura di Augusta, l’iniziativa coinvolge anche un gruppo selezionato di reclusi della casa circondariale di Piazza Armerina, in provincia di Enna.

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L’idea alla base è quella di trasformare la visione in un esercizio di responsabilità. Ai partecipanti non viene chiesto di restare spettatori passivi, ma di osservare con attenzione, interpretare ciò che scorre sullo schermo, sostenere le proprie opinioni davanti agli altri, ascoltare punti di vista diversi e arrivare infine a una scelta condivisa. Il percorso comincia con la presentazione dei due festival e dei criteri con cui valutare le opere. Seguono le proiezioni in anteprima di una selezione di lavori, organizzate in sessioni riservate, e subito dopo una discussione guidata. A chiudere ogni appuntamento c’è la compilazione di schede individuali, dalle quali emergeranno i film premiati con il riconoscimento Libere visioni.

C’è poi una parte più manuale, che aggiunge al progetto un valore simbolico. I detenuti ideeranno e costruiranno un oggetto originale che rappresenti il premio: ciascun istituto penitenziario ne realizzerà uno, per un totale di due, in modo che ogni festival abbia il proprio trofeo. Saranno poi consegnati al regista o all’autore dell’opera scelta dalla giuria. La proclamazione dei vincitori avverrà in pubblico, in due momenti distinti: il 7 novembre al cinema Margherita multisala di Acireale, in provincia di Catania per Magma, e il 6 dicembre a Licodia Eubea (sempre nel catanese), per il festival dedicato alla comunicazione e al cinema archeologico.

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A condurre gli incontri sono Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, co-direttori artistici della rassegna di Licodia Eubea, insieme a Giulia Iannello, responsabile della progettazione culturale e direttrice artistica di Magma. I tre presentano i film, di persona o in collegamento da remoto, guidano il dibattito e raccolgono le valutazioni, lavorando in sintonia con il personale degli istituti. L’obiettivo dichiarato è che lo scambio risulti fruttuoso in entrambe le direzioni: per chi vive la reclusione e per chi, da fuori, si confronta con sguardi e orizzonti diversi dai propri. Il progetto, del resto, non nasce dal nulla, ma prosegue la collaborazione avviata nel 2026 con la casa circondariale di Piazza Armerina nell’ambito di Inside-Out. Racconti di inclusione, un progetto che unisce cultura e cinema siciliano, portando all’interno del carcere laboratori di alfabetizzazione visiva.

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