Tra smartphone e IA il tema della privacy torna sui banchi di scuola

Il Garante richiama alla attenzione sulla gestione dei dati personali.

Tra smartphone e IA il tema della privacy torna sui banchi di scuola
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6 Settembre 2026 - 16.43 Culture


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Con l’arrivo di settembre si avvicina anche il ritorno degli studenti tra i banchi di scuola e con loro torna anche il tema della privacy in un contesto scolastico sempre più digitalizzato: registro elettronico, chat di classe, smartphone, piattaforme online e nuovi strumenti di intelligenza artificiale. Con tutti questi strumenti, la protezione dei dati personali resta un tema cruciale per scuole e famiglie.

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Per orientarsi in questo scenario, valgono le indicazioni contenute nell’ultima edizione del vademecum “La scuola a prova di privacy”, una guida elaborata dal Garante per la protezione dei dati personali e rivolta a dirigenti scolastici, insegnanti, studenti e genitori. Ecco le regole e i consigli più importanti da conoscere all’inizio del nuovo anno scolastico.

Tema in classe: non viola la privacy L’insegnante che assegna elaborati riguardanti il mondo personale o familiare degli studenti deve prestare particolare attenzione, soprattutto quando questi temi affrontano aspetti delicati della vita privata degli alunni. Si devono evitare situazioni che possano esporre informazioni personali o familiari all’interno della classe.

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Voti ed esami: Gli esiti degli scrutini possono essere comunicati secondo le modalità previste dalla normativa scolastica. I voti delle singole discipline sono consultabili nell’area riservata del registro elettronico del singolo studente e della sua famiglia. Resta invece vietata la pubblicazione online degli esiti, così da evitare il rischio che i dati possano finire in rete e compromettere la riservatezza degli studenti.

Smartphone e tablet: L’utilizzo di questi dispositivi è soggetto alle limitazioni previste dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e ai regolamenti scolastici. Studenti e personale non possono diffondere immagini, audio o video senza aver informato gli interessati e ottenuto il loro consenso. È richiesta la massima attenzione nella pubblicazione di contenuti sui social network o nei sistemi di messaggistica.

Intelligenza artificiale: Gli strumenti di IA possono supportare l’apprendimento e l’organizzazione scolastica, ma devono essere utilizzati con adeguate garanzie. È vietato utilizzare questa tecnologia quando diventa particolarmente invasiva, come nel trattamento dei dati personali di studenti e docenti.

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Chat di classe: I gruppi WhatsApp creati da genitori o studenti non rientrano nelle attività istituzionali della scuola. Tuttavia, rimangono soggetti alle regole sulla protezione dei dati personali. Per questo è necessario evitare la diffusione di informazioni, fotografie o video senza il consenso degli interessati. Per le comunicazioni ufficiali, il Garante raccomanda di privilegiare strumenti dedicati, come il registro elettronico.

Registrazione delle lezioni: La registrazione delle lezioni è ammessa esclusivamente per finalità personali di studio e nel rispetto delle disposizioni dell’istituto scolastico. Qualunque diverso utilizzo o diffusione richiede il consenso delle persone coinvolte. Non è invece consentita la videoregistrazione delle dinamiche di classe. Restano garantiti gli strumenti compensativi previsti per studenti con DSA o altre specifiche esigenze educative.

Recite, gite e foto dei minori: I genitori possono fotografare o riprendere i figli durante recite, saggi e uscite scolastiche per uso personale e familiare. Tuttavia, la pubblicazione online delle immagini richiede il consenso degli esercenti la responsabilità genitoriale degli altri minori presenti.

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Sharenting e social: Il Garante invita le famiglie a una maggiore prudenza nella condivisione online di immagini e informazioni sui propri figli. Foto e video pubblicati sui social contribuiscono a costruire l’identità digitale dei minori e, rimanendo online, possono sfuggire al controllo degli stessi genitori.

Cyberbullismo e altri fenomeni di rischio: Se si è vittima di commenti denigratori, cyberbullismo, sexting, ecc., non bisogna aspettare che la situazione degeneri. Occorre avvisare subito i professori e le famiglie se ci si rende conto che qualcuno è insultato o messo sotto pressione da compagni o da sconosciuti.

Inclusione e dati sensibili: Le scuole devono prestare la massima attenzione ai dati relativi alla disabilità e ad altri bisogni educativi. Informazioni di questo tipo non possono essere diffuse attraverso circolari, registri elettronici o pubblicazioni accessibili a soggetti non autorizzati. Numerosi provvedimenti adottati dal Garante hanno riguardato proprio questo tipo di comunicazioni improprie di dati collegati ai percorsi di inclusione scolastica.

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La scuola digitale offre nuove opportunità, ma richiede anche una maggiore consapevolezza nell’uso delle tecnologie e nella gestione delle informazioni personali. La privacy, infatti, non riguarda soltanto le regole da rispettare, ma anche il modo in cui studenti, famiglie e personale scolastico scelgono quotidianamente di comunicare, condividere e utilizzare contenuti online.

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