di Lorenzo Lazzeri
L’estate volge al termine per milioni di italiani alle prese con il controesodo. Altri aspettano settembre, con un meteo ancora caldo, per partire. Questo è anche il momento dei primi conti per una stagione segnata da temperature record che non sembrano concedere tregua e dall’impennata dei prezzi al consumo. Secondo le stime dell’Istituto Demoskopika, elaborate sui dati dell’Istat, nei mesi di luglio e agosto il turismo in Italia avrebbe generato 20,4 miliardi di euro, con 43,3 milioni di arrivi e 188,8 milioni di pernottamenti. Di questa spesa, 541 milioni di euro sono attribuibili all’aumento dei prezzi rispetto all’estate precedente. A parità di servizi acquistati, il rincaro medio equivale a 2,86 euro per pernottamento e 12,50 euro per soggiorno: 244,5 milioni a luglio e 296,3 ad agosto.
Tale dato necessita di essere letto con l’andamento dell’inflazione turistica. L’indice nazionale dei prezzi al consumo turistico, elaborato da Demoskopika per misurare l’andamento dei beni e dei servizi legati ai viaggi, a luglio è cresciuto del 2,6% rispetto allo stesso mese del 2025. Nello stesso periodo l’indice generale dei prezzi al consumo ha subito un aumento del 2,9%, sul quale incidono anche energia e carburanti, con conseguenze sui costi della logistica.
La crescita dei prezzi turistici è la più contenuta dell’ultimo triennio. Il livello raggiunto incorpora però gli aumenti degli anni precedenti: per chi parte il costo continua a essere superiore a quello sostenuto un anno fa. Le variazioni cambiano anche in base alla voce di spesa. I voli nazionali aumentano del 6,2% e gli alloggi del 4%. I voli internazionali registrano una diminuzione del 7,6%, mentre i pacchetti vacanza nazionali scendono del 5,2%. Anche la destinazione incide. La Liguria registra un extracosto medio di 4,58 euro per notte, ed è seguita dalla Calabria con 4,17 euro e dalla Puglia con 4,05. Piemonte e Valle d’Aosta si fermano a 1,61 euro.
Rispetto all’estate 2025 il peso dei rincari si è comunque ridotto. Lo scorso anno la maggiore spesa attribuita ai prezzi era stata stimata in 607 milioni di euro, pari a 13,93 euro per turista. Nel 2026 scende a 541 milioni e 12,50 euro per soggiorno. Nello stesso periodo la spesa turistica complessiva cresce del 7,5%. Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi legge questi risultati come una conferma dell’andamento positivo della stagione e sottolinea come l’inflazione turistica si mantenga, per il quarto mese consecutivo, al di sotto dell’indice generale dei prezzi.
La stagione, intanto, si allunga verso settembre. I dati di eDreams, piattaforma online per la prenotazione di viaggi, indicano che il 70% delle prenotazioni effettuate dagli italiani per il mese in questione riguarda destinazioni a breve raggio. L’Italia raccoglie il 23% delle scelte, la Spagna il 20% e la Francia il 7%. Le partenze risultano concentrate soprattutto nelle prime settimane del mese. Il 45% dei viaggi è stato prenotato con due o tre mesi di anticipo e il 38% oltre tre mesi prima della partenza. I soggiorni tra tre e quattro giorni rappresentano il 36% delle prenotazioni; quelli compresi tra sette e tredici giorni il 25%.
Settembre resta un mese importante anche per gli arrivi dall’estero. Tra i viaggiatori diretti in Italia prevalgono gli spagnoli, con il 28% delle prenotazioni rilevate, seguiti dai francesi con il 25% e dai tedeschi con il 14%. Il calendario delle vacanze, quest’anno, sembra estendersi oltre i mesi di luglio e agosto. Prezzi e temperature influenzano sempre più la scelta del periodo in cui partire, mentre settembre acquista maggiore spazio nella stagione turistica italiana.
