Il museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras ha inaugurato la Sala dei Giganti, che in futuro accoglierà l’intero complesso statuario di Mont’e Prama. La cerimonia di inaugurazione segna così un passaggio storico per il museo, arrivando ad ampliare i propri spazi di circa 1500 metri quadri.
Per testimoniare questa evoluzione si ha l’apertura della mostra internazionale “Tyrrhenòs e Sardò” che espone la storia di due popoli e del mare che li ha uniti: i principi etruschi e i guerrieri nuragici. L’evento è stato promosso dalla Fondazione Mont’e Prama, in collaborazione con il Museo archeologico nazionale di Firenze e il comune di Cabras.
Progettata da Villaggio Globale International, l’itinerario punta su un forte impatto visivo: grandi pareti rosse, bianche e nere dividono gli spazi, mentre le teche spiccano nel buio della sala. Il percorso racconta i legami tra le due sponde del Tirreno attraverso armi, sculture, ceramiche, bronzi e ornamenti. Un’imponente foto delle scogliere sarde introduce l’area sugli Etruschi in Sardegna, seguita da un faccia a faccia silenzioso tra statue nuragiche ed etrusche. Il fulcro dell’esposizione è una navicella nuragica, emblema di un mare vissuto come via di unione e non come barriera. Gli artefatti provengono da molti musei italiani, con una significativa selezione dal Museo archeologico di Firenze.
I reperti archeologici narrano così del dialogo millenario tra Sardegna ed Etruria, mantenendo il loro valore scientifico e culturale, permettendo il confronto tra le aristocrazie etrusche e nuragiche durante il percorso Orientalizzante. I protagonisti diventano la civiltà sarda all’epoca dei giganti e la potenza etrusca, spiegando come questo rapporto abbia gettato le basi per la cultura italiana ed europea.
I manufatti assumono il ruolo di testimoni concreti delle frequenti navigazioni che congiungevano i due popoli, e che dimostra un’alleanza che ha superato barriere fisiche, linguistiche e culturali. Inoltre, il confronto tra la scultura monumentale sarda dei Giganti di Mont’e Prama e quella etrusca delle origini (le statue di Casale Marittimo e Vetulonia) dimostra come l’aspetto umano del passato riesca ancora a coinvolgere e a commuovere superando la barriera del tempo.
Fuori dallo spettro umano possiamo considerare anche l’importanza strategica del museo, come ha evidenziato Anthony Muroni, il presidente della fondazione Mont’e Prama: “Questo spazio proietta la nostra struttura al centro della programmazione culturale internazionale. Con l’apertura della nuova Sala dei Giganti il museo potrà contare su un’area espositiva che ci consentirà una programmazione in grado di soddisfare le esigenze del grande pubblico”.
Mentre il sindaco di Cabras, Andrea Abis, ha espresso un grande orgoglio e soddisfazione per un traguardo simile, sottolineando come ciò apra un nuovo capitolo nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del Sinis. Allo stesso modo, la direttrice del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del ministero della cultura, Alfonsina Russo, ha evidenziato come questo rappresenti la collaborazione tra diverse istituzioni.
Questa svolta comporta anche un mutamento dal punto di vista turistico ed economico, come ha evidenziato l’assessore regionale alla cultura Ilaria Portas, investire così nella cultura permette di offrire al pubblico un’area museale ampliata, capace di attirare un turismo culturale, più lento e consapevole.
L’inaugurazione si configura così come un’occasione unica per riscoprire un Mediterraneo aperto e interconnesso. Come ricordato dai curatori e dalla direzione del Museo Archeologico di Firenze, l’antica alleanza tra Etruschi e Sardi rivive oggi a Cabras, abbattendo le barriere del tempo e dello spazio per offrire al pubblico una nuova e straordinaria chiave di lettura della nostra storia antica.
