Più Libri, Più Liberi, la presidente invita la premier alla fiera dopo le polemiche

Annamaria Malato risponde alla polemiche sulla "censura" e difende la libertà della manifestazione.

di Ansa
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15 Giugno 2026 - 17.58 Culture


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Annamaria Malato, presidente di Più libri Più liberi, interviene nella polemica nata dopo le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni sulla presunta “censura” all’interno della manifestazione invitandola a visitare personalmente la fiera.

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Nell’articolo firmato da Angela Majoli per Ansa, Annamaria dichiara: “sarebbe molto bello se venisse, e lo dico senza intento polemico, ma per dimostrare che si tratta di un grande fraintendimento”, riferendosi alla premier Meloni e alla 25° edizione della manifestazione prevista alla Nuvola dell’Eur dal 4 all’8 dicembre.

La presidente ha ribadito che la libertà di espressione è sempre stata alla base dell’iniziativa e che da parte della fiera e dell’Associazione Italiana Editori non c’è mai stata alcuna volontà censoria né un orientamento politico specifico. Secondo Malato il fraintendimento è nato in seguito alle nuove regole introdotte per l’edizione 2026.

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Al centro della discussione c’è un documento che tutti gli espositori devono sottoscrivere e che richiama il rispetto dei valori della Costituzione Italiana, della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e della Dichiarazione universale dei diritti umani. Per il 2026 è stato aggiunto anche la condivisione di valori antifascisti, una scelta che ha suscitato critiche e che dalla premier è stata definita come “patentino antifascista”.

Annamaria Malato ha chiarito che l’obiettivo della modifica era quello di ribadire i principi già presenti e riportare il dibattito sul ruolo della fiera, ovvero quello di promuovere i libri e gli editori. La crescente contrapposizione tra politica e cultura rischia di distogliere l’attenzione dal vero obiettivo della manifestazione: dare spazio agli editori, soprattutto a quelli più piccoli e favorirne l’incontro con i lettori.

Malato ha inoltre sottolineato l’importanza di difendere il ruolo dei libri come strumenti di conoscenza, confronto e approfondimento capaci di stimolare il pensiero critico e il dialogo.

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