Nel decennale della morte, Nessuno tocchi Caino ricorda Marco Pannella. 10 anni ‘senza’ Marco Pannella: fare di una mancanza una presenza: una giornata all’insegna dell’uomo e del politico, proseguirà oggi sino alle 20. A ospitare l’iniziativa, la nuova sede dell’associazione, in via della Panetteria 15, proprio di fronte alla casa che Pannella ha abitato sino alla fine dei suoi giorni.
Nel primo pomeriggio, dalle 15 alle 17 è prevista la conferenza stampa con i dirigenti di Nessuno Tocchi Caino, Sergio D’Elia, Rita Bernardini ed Elisabetta Zampurini, insieme ai presidenti d’onore Tullio Padovani, Andrea Saccucci, Vincenzo Maiello, Santi Consolo e Pietro Cavallotti membro del consiglio direttivo. Parteciperanno al ricordo anche rappresentanti della comunità penitenziaria, intellettuali, artisti, giornalisti e membri delle istituzioni.
Al di là di ogni distinzione politica, ricordare Marco Pannella vuol dire ricordare 70 anni di battaglie per la libertà e i diritti civili in Italia. Una lunga militanza, sempre all’insegna della disobbedienza civile e della nonviolenza, esercitata anche con gli innumerevoli scioperi della fame e della sete, fino alle più creative campagne per la depenalizzazione delle droghe leggere. Divorzio, aborto e obiezione di coscienza, sono state le principali lotte vinte.
Come ricorda Daniele Bellagio sul Sole 24 Ore, è stato “a sinistra sui diritti, ma a destra sull’economia”.
Quando nel 1955 fonda il Partito radicale, nelle intenzioni lo pensa come una nuova forza politica, in grado di fungere da contrappeso alla partitocrazia che schiacciava la Prima repubblica: “Un partito nuovo per una politica nuova”, così recitava lo slogan.
Quella di Marco Pannella fu però anche una militanza piena di contraddizioni, iniziata con le lotte nonviolente per i diritti civili, passata per l’ambientalismo e il pacifismo, e deviata nel 1994 con l’alleanza con Silvio Berlusconi. Riuscì a portare in Parlamento Moana Pozzi e Ilona Staller, ma anche Enzo Tortora, reduce da uno delle più grandi errori giudiziari del nostro paese. Nella sua volontà totalizzante di essere politico e fare politica col suo proprio corpo, finì con l’identificazione del partito con il suo proprio io, che lo portò a rompere con Emma Bonino, compagna di mille battaglie.
L’ultimo sciopero della fame, intrapreso a 85 anni, il 9 agosto del 2015, interrotto dopo poco tempo, poiché già malato: il fine era denunciare le condizioni di disumanità in cui erano costretti a vivere i detenuti.
Il profondo amore che ha legato Marco Pannella a chi vive in carcere, è stato ricordato oggi dai dirigenti dell’associazione Nessuno Tocchi Caino, che si pongono in continuità con quella lotta “[…]Proseguiremo insieme a lui, ad affermare che non bisogna mai distogliere lo sguardo dal carcere: il luogo dove vive la comunità penitenziaria, quell’umanità sofferente che Marco ha forse amato più di ogni altra, composta da detenuti e da colore che, come li chiamava lui, sono detenenti”.
In quell’ultimo sciopero della fame dell’agosto 2015 era stato il presidente Sergio Mattarella a dissuaderlo dal proseguire, visto il suo stato di salute già provato dalla malattia. “Leader controcorrente, uomo del dialogo, una personalità politica che ha impresso un segno nella storia della Repubblica. È riconoscibile il portato delle sue battaglie, condotte spesso da posizioni di minoranza ma capaci di attivare percorsi di innovazione e riforma”: queste le parole con cui lo ha ricordato oggi il presidente della Repubblica.
