Book Pride: editoria indipendente in allarme

Da Milano un forte richiamo sul bisogno di nuove politiche a sostegno del libro

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10 Marzo 2024 - 16.43 Culture


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In Italia, ormai si sa, la lettura rimane un po’ la “cenerentola della cultura”: si legge sempre troppo poco, nonostante in passato le istituzioni abbiamo promosso vari tipi di sostegno alla lettura.

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Ma i dati sconfortanti registrati anche in questo inizio anno si teme possano venire ulteriormente affossati dalla riduzione delle misure: 18App, ad esempio, è stata sostituita dalle Carte Cultura e del Merito, i cui beneficiari sono però in numero minore, mentre si registra anche la fine del Fondo speciale per le biblioteche pubbliche. E a farne le spese rischiano ora soprattutto i piccoli e medi editori.

A lanciare l’allarme il vicepresidente dell’Associazione Italiana Editori e presidente del Gruppo Piccoli editori, Lorenzo Armando, che in questi giorni a Milano ha preso parte all’incontro “Sostenere la lettura, la produzione e la domanda dei libri”. Egli ha sottolineato l’urgente necessità di riconsiderare il sistema-libro poiché è a rischio di collasso a causa dell’elevato aumento dei costi di produzione, i quali non sono sufficientemente compensati dalle vendite.

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Diventa urgente richiamare l’attenzione politica su una prevedibile riduzione del mercato che, senza sostegni e senza il ripensamento della legge di settore, rischia di far scomparire molte piccole case editrici di qualità, già in affanno e impossibilitate sul lungo periodo a sostenere il loro già precario equilibrio. A farne le spese sarebbe il diritto alla pluralità dell’offerta, che incide certo sull’economia, ma ha soprattutto un costo socio-culturale che non può essere ignorato.

Anche Andrea Palombi, presidente di Adei, l’Associazione degli editori indipendenti che organizza la rassegna Book Pride, ha condiviso l’impegno comune a richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’urgenza di definire nuove politiche strutturali per il libro e la lettura.

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