Ci vuole almeno qualche granello di sana follia, come quella che permea gli svitati personaggi del poema radiofonico di Dylan Thomas “Sotto il bosco di latte”, per ricreare con voci e musica il testo del 1953 ad alta intensità poetica e con una storia che sembra senza capo né coda.
Per fortuna Vinicio Capossela non difetta di genialità folle o di follia geniale, fate voi: il musicista ha contagiato colleghe, colleghi, attrici, attori, cittadini torinesi, la Rai e il Salone del libro di Torino. Il frutto di tale follia? In diretta su Radio3 e in streaming su Raiplay, nella serata di questo mercoledì 13 in poco più di un’ora ha fornito un consistente assaggio de “L’infanzia del mondo. Dentro il bosco di latte con Dylan Thomas”, opera testuale e sonora “liberamente ispirata” al radiodramma del poeta gallese.
Ad accompagnarlo sul palco dell’Auditorium Rai Arturo Toscanini del capoluogo piemontese, tra altri, Paolo Rossi e Nada e il conduttore del terzo canale radiofonico Pietro Delsoldà. L’appuntamento ha inaugurato il salone del libro torinese intestato quest’anno, in omaggio al romanzo di Elsa Morante, al “mondo salvato dai ragazzini”.
Già, i ragazzini. Non siamo né cattivi né buoni, siamo l’infanzia del mondo, intona Nada a fine spettacolo enucleando un elemento cardine del testo del poeta. Che gli fu commissionato dalla Bbc, lo recitò insieme ad altre cinque voci nel maggio del 1953 a New York, la città dove morì a dicembre a 39 anni per aver fatto ingollare troppi whisky a un corpo già provato dall’alcool. La rete britannica lo trasmise nel 1954, fu un successo duraturo.
Cosa succede in questa storia? Niente colpi di scena mozzafiato. Dylan Thomas affida il racconto del villaggio gallese di pescatori di Llaregub a una voce narrante e alle bizzarrie di personaggi come il cieco Capitan Gatto, Polly Giarrettiera, la signora e il signor Uff, la signora e il signor Ciliegia, qualche annegato, bambini e molti altri. Per lasciar intuire il suo punto di vista, come ricordano Delsoldà e Capossela, Llaregub letto al contrario vuol dire più o meno andate al diavolo, anzi proprio vaffanculo. Vale una bella risata. Anzi, un sano sberleffo.
“Sotto il bosco di latte incarna la rivolta contro le norme borghesi e in questo villaggio c’è molto mare ma c’è anche molto Torino, ci sono i murazzi”, osserva il conduttore riferendosi alla zona degli approdi dei pescatori torinesi sulle sponde del Po. “Murazzi è il luogo dei cattivi maestri”, scherza Capossela che descrive Dylan Thomas come “il James Dean della poesia del ‘900” la cui biografia “ha spesso sopravanzato la sua poesia”. E annota: “Questo lavoro è stato scritto per la radio. Quando Renato Striglia è mancato nel 2020 per la pandemia mi è sembrato di voler dare corpo al suo desiderio di metterlo per radio che era la sua vita”.
Striglia, conduttore e dj radiofonico torinese, sognava una trasposizione di “Under Milk Wood”, questo il titolo originale. Capossela ha ultimato, con inventiva e coerenza riguardo alle proprie molteplici sonorità, il lavoro seguendo quella traccia. E ha registrato nel tempo 56 voci tra artisti e amici della comunità torinese del dj.
La signora Ciliegia e il signor Ciliegia battibeccano (i dialoghi sono poetici, immaginifici, dolci e irriverenti e strampalati come solo Dylan Thomas poteva inventare) hanno le voci registrate di Ornella Vanoni e di Sir Oliver Skardy, già cantante e cofondatore della reggae band veneziana dei Pitura Freska. Con la signora Ciliegia che constata di avere due mariti, il signor Ciliegia sobrio e il signor Ciliegia ubriaco, e, guarda un po’, li ama entrambi.
In un radiodramma fitto di doppi sensi Nada canta la canzone di Polly Giarrettiera dove “quello che il cuore più mi serra giace sotto un metro di terra”, se anche si concede volentieri “e gli altri sono più cento bacio la terra che riempie il vento”. Sono gli abitanti di un “mad village”, un villaggio dichiarato insano dalle autorità e perciò confinato, riflette Capossela, ma chi è davvero insano è fuori dal villaggio. Tra invidie e sogni, amori rubati, incubi e visioni, Dylan Thomas impersona nei tanti personaggi “una giovinezza non priva di peccato e noi ci appigliamo a questa zona d’infanzia”, chiosa il musicista. “Grosso modo è in sintonia con questo Salone del libro” intitolato quest’anno ai ragazzini di Elsa Morante.
Su quanto sarebbe necessario salvare il mondo dai noi adulti è inutile discorrere, lo sappiamo in tanti. “Sotto il bosco di latte” è un canto poetico e irriverente di innocenza, piccinerie, amore e vitalità. Per tornare a fatti prosaici, bisogna dare alcune info pratiche. Perché la prova torinese trasmessa dalla Rai è un estratto di uno spettacolo di Capossela: “L’infanzia del mondo. Dentro il bosco di latte con Dylan Thomas” verrà trasmesso da Radio3 a puntate nel programma “Ad alta voce”, dal 25 al 29 maggio alle 17, integralmente a “Radio3 Suite” il 3 giugno alle 20.05, poi sarà online su Raiplay Sound.
Una versione con 15 canzoni inedite ispirate al radiodramma debutterà, insieme a Pierpaolo Capovilla, al Teatro Olimpico al Romaeuropa Festival il 3 e 4 ottobre e sfocerà in una versione discografica.
Per concludere, una nota di merito alla direttrice di Rai3 Simona Sala che ha abbracciato in pieno la sana e irresistibile follia di Capossela e alla direttrice del Salone del libro di Torino Annalena Benini che ha accolto il progetto. Una curiosità: Paolo Rossi voce narrante ha letto il brano introduttivo in cui Dylan Thomas descrive la cittadina senza stelle e nera come la Bibbia, “starless and bible-black”. “Starless and bible-black” sarà un potente album-capolavoro (con brano eponimo) di rock duro e progressive dei King Crimson di Robert Fripp del 1974.
Infine la ricorrenza non casuale ricordata durante il programma: il 14 maggio è l’International International Dylan Thomas Day perché in quel giorno del 1953 “Under Milk Wood” fu letto per la prima volta al 92Y The Poetry Center di New York.
