Quando giovani artisti e designer creano per le imprese: Prato mostra come si fa

Dalla terracotta ai tessuti al marmo: un progetto molto innovativo affianca chi ha idee nuove ad aziende d’alto artigianato che le realizzano. Con esposizione al Pecci e alla Sala Campolmi

Francesca Montanaro, una dei 22 “giovani talenti” convocati da Prato, nella cava della Calamini Urbano

Francesca Montanaro, una dei 22 “giovani talenti” convocati da Prato, nella cava della Calamini Urbano

redazione 29 settembre 2021
Dagli “orti verticali” a progetti innovativi sui tessuti, in una città come Prato dove l’industria tessile è regina (seppure la crisi qua abbia colpito duro): una mostra in corso fino al 4 ottobre e un catalogo hanno portato a compimento un progetto che mette in contatto concretamente le nuove generazioni e aziende. Il programma, più che meritevole, si chiama “Arte, Design e Impresa per nuovi giovani talenti – La cultura giovanile come motore per una nuova economia d’impresa” e vede 22 progetti ideati da altrettanti giovani autori insieme a 12 aziende partner dell’iniziativa e che rappresentano una vasta gamma di imprese artigianali italiane: dai mobili alla ceramica, dai tessuti al design. La cura della mostra è stata affidata a tre giovani esperti: Leonardo Moretti, Andisheh Bagherzadeh e Marco Bianchessi. L’appuntamento espositivo si tiene al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci nella Sala Zero (Viale della Repubblica 277) e alla Sala Campolmi in via Puccetti 3, sempre a Prato. L’iniziativa è finanziata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la promuovono il Comune, il Pecci e l’Università di Firenze con Francesca Tosi del dipartimento di architettura come responsabile scientifico.

In poche parole, il progetto ha messo all’opera “menti creative”, come ricorda la nota stampa, e aziende in una città che è ricettiva verso novità culturali. Come dice sempre il comunicato, i talenti con queste iniziative “hanno la possibilità di acquisire esperienza, familiarità con i materiali, con le linee produttive e confrontarsi con la difficoltà di tradurre un’idea di progetto”. 

Le imprese sono tutte toscane, rinomate, e comprendono settori come il vetro, la terracotta, l’alabastro, il design: misurarsi con nuove idee è dunque una sollecitazione benefica anche per le aziende. Giusto per ricordare, come ha raccontato più volte lo scrittore ed ex imprenditore pratese Edoardo Nesi nei suoi libri, che imprese e cultura non sono mondi separati. “Il fil rouge del progetto è radicato nell’ ambizione di realizzare progetti innovativi che mettano in luce come l’apporto degli strumenti digitali possa incrementare la competitività delle aziende Toscane, rappresentanti delle eccellenze del territorio, a livello nazionale e internazionale”, scrive in catalogo Gianni Antenucci, il presidente dell’Associazione per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci che è capofila dell’intero lavoro e ha come responsabile e coordinatore Sergio Bettini. Il quale nel libro ricorda come i 22 artisti e designer vengono da tutta Italia, sono stati selezionati attraverso una "call" pubblica e ognuno di loro è stato abbinato a una delle 12 aziende: “Il principale obiettivo è quello di creare un collegamento, un ponte fra il mondo dell’Università e quello dell’impresa”. 

Si comprende facilmente come per i giovani autori il confronto diretto sia utilissimo con la produzione, con professionisti del mestiere, con le maestranze, gli artigiani. “Anche per le imprese, le intuizioni, l’accesso alle nuove tecnologie, la spinta innovativa delle nuove generazioni di creativi, costituiscono un aiuto fondamentale per portare avanti un lavoro di ricerca e innovazione – avverte ancora Bettini nel suo testo - sempre più necessario in un mondo che vede mutamenti e “oscillazioni del gusto” sempre più rapidi”. Diciamo che in questa occasione una teoria tanto spesso evocata viene messa in pratica. Darà frutti.

di Ste.Mi.