Caporalato, la radio del ghetto dei braccianti rifiuta il premio di Expo

Radio Ghetto, emittente della baraccopoli di Foggia, avrebbe dovuto ritirare le Cuffie d’oro come miglior social radio dell’anno all'Expo.

Caporalato, la radio del ghetto dei braccianti rifiuta il premio di Expo
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2 Ottobre 2015 - 16.05


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“A Expo non ci metteremo piede, neanche per ritirare un premio”. Radio Ghetto, l’emittente radio nata nel 2012 per dare voce ai braccianti sfruttati dal caporalato, e giunta al quarto anno di trasmissioni, ha deciso di respingere l’invito ricevuto dal premio radiofonico Cuffie d’oro, che sabato assegnerà i “Radio awards 2015” all’interno di Expo. Alla radio, che trasmette ogni estate da una baracca del Gran Ghetto di Rignano Garganico, la giuria del premio aveva deciso di assegnare il riconoscimento come miglior “social radio” dell’anno. Il premio Cuffie d’oro, nato a Trieste, per quest’anno è ospite della kermesse internazionale dedicata a “Nutrire il pianeta: Energie per la vita”.

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Il gruppo di lavoro di Radio Ghetto, che ha spiegato le sue motivazioni con una lettera aperta ai promotori, ha preferito rifiutare il rischio di diventare la “foglia di fico sociale” e lasciarsi arruolare all’interno di una serata di spettacolo nella quale ci sarebbero stati a disposizione circa 60 secondi per i ringraziamenti e nessuno spazio per il confronto o il dibattito. “Crediamo che per i diritti dei lavoratori e per le loro voci ci dovrebbe essere molto più spazio, anche nelle radio cosiddette mainstream. Crediamo che pochi secondi all’interno di una grande serata di festa non bastino, a far sentire le nostre voci. È per questo che, il 3 ottobre, non ci saremo”, recita il comunicato-lettera aperta.

“Expo – spiega ancora il gruppo di lavoro della Radio – nella settimana dedicata al pomodoro ha trovato spazio per show-cooking e pizze margherite da guinness, ma ha dimenticato i braccianti che guadagnano tre euro e mezzo per raccogliere trecento chili di pomodoro. Siamo rimasti davvero meravigliati che avessero voluto invitare noi e, dopo lo stupore, abbiamo pensato che non avrebbe avuto senso partecipare”.

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Nella lettera aperta, Radio Ghetto “si rende comunque disponibile a un incontro con i promotori del premio per confrontarci dal vivo, in una sede diversa da Expo, e ragionare insieme su come potreste aiutarci davvero, al di fuori dei momenti formali e dei riconoscimenti, a continuare a fare sentire le nostre Voci Libere”.

Una disponibilità al dialogo che quasi certamente non sarà colta dai promotori del premio, che hanno risposto esprimendo stupore per la decisione della Radio, e concluso con un secco: “Questa sarà l’ultima comunicazione che riceverete da parte nostra”.

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