Firenze e la cultura queer omaggiano Sylvano Bussotti, multiforme artista appena scomparso

Il compositore, scenografo, pittore, scrittore, costumista è stato esponente delle avanguardie del ‘900: è morto domenica, stava per compiere 90 anni. Un festival sulle sue opere

Sylvano Bussotti. Foto Archivio Lelli e Masotti

Sylvano Bussotti. Foto Archivio Lelli e Masotti

redazione 20 settembre 2021
Alla vigilia dei 90 anni il 1° ottobre, e di una settimana che Firenze gli dedica a partire da oggi 20 settembre, se n’è andato uno dei compositori più versatili e coraggiosi del secondo ‘900, Sylvano Bussotti. Definirlo compositore sarebbe a dire poco limitativo e ingiusto: l’artista di nascita fiorentino e internazionale di formazione aveva più talenti, un artista completo e all’avanguardia nei linguaggi che era al contempo scenografo, scrittore, regista, pittore, costumista, attore ed è morto in una clinica milanese dove era ricoverato. Non ultimo, Bussotti era parte anche della cultura omosessuale. “Nei suoi lavori, con spregiudicatezza e libertà, le arti si incrociano, i segni si sovrappongono in forme diverse e originali, all’insegna di una visione in cui provocazione queer e rigore formale si fondono perfettamente”, scrivono gli organizzatori di “90BUSSOTTI | Ascolti e visioni su Sylvano Bussotti” si intitola la settimana del capoluogo toscano al via proprio oggi e dedicata all’artista. La organizzano Fabbrica Europa, Fondazione Culturale Stensen, Florence Queer Festival, Tempo Reale, Maschietto Editore, “istituzioni cittadine a lui profondamente legate – ricorda la nota stampa - in collaborazione con Maggio Musicale Fiorentino, Bussotti Opera Ballet e Museo Marino Marini, con il contributo del Comune di Firenze - Estate Fiorentina 2021 e con il coordinamento di Culter”. La manifestazione si tiene da oggi 20 settembre fino al 25. 

Con la sua città aveva un rapporto di odio amore, come ricordano le agenzie e come è avvenuto a tanti grandi. Come scrive l’Ansa, il suo valore fu consacrato a Berlino nel 1958 e a Parigi dove Pierre Boulez diresse le sue musiche con la cantante Cathy Berberian. Gli Stati Uniti accolsero benissimo la sua opera e Bussotti è stato un riferimento della cultura contemporanea del secondo ‘900 e oltre. Ha visto da vicino movimenti come Fluxus, ha vissuto in città come Parigi, Milano, Berlino, negli Stati Uniti, ed era persona dal carattere un tempo piuttosto intransigente, perché persona molto rigorosa nell’arte, un fattore che probabilmente ha limitato la sua popolarità. 

Bussotti studiò musica fin da bambino ma non finì il Conservatorio perché c’era la guerra. Studiò composizione da autodidatta. A Darmstadt, in Germania, patria dell’avanguardia musiciale, Heinz-Klaus Metzger, conosciuto a Parigi insieme a Boulez, gli presentò il compositore americano John Cage. Autore che prevedeva una grande libertà interpretativa e di improvvisazione agli esecutori delle sue composizioni, creò opere che andavano dalla lirica alla danza, dal teatro e che accorpò con l’etichetta Bussotti Opera Ballett da lui chiamata “bob”.

Bussotti ha diretto il Teatro della Fenice di Venezia, la Biennale musica, il festival pucciniano di Torre del Lago, ha insegnato alla scuola di musica di Fiesole, ha composto balletti per uno dei suoi grandi amori, il ballerino Rocco Quaglia. “Aristocratico, esuberante, provocatorio”, nella sua lunghissima carriera è stato un po' tutto”, lo descrive l’agenzia Ansa, costumista che disegnava costumi di grande fantasia, avuto amicizie forti con Franca Valeri, Dario Bellezza, Laura Betti, Carlo Cecchi e molti personaggi internazionali. 

Gli appuntamenti del festival 
“90BUSSOTTI” si svolge al PARC Performing Arts Research Centre, alla Fondazione Culturale Stensen, al Cinema Teatro La Compagnia, al Museo Marino Marini, al Teatro del Maggio. La rassegna inizia oggi lunedì 20 al PARC alle 19 in Fabbrica Europa, con Luca Scarlini che parla di “I mille volti del desiderio: fantasmi di Fedra nell’opera di Bussotti”. 
Mercoledì 22, alla Fondazione Stensen (ore 21), proiezioni e performance, a cura di Tempo Reale nel Tempo Reale Festival, con tra l’altro il lungometraggio “Apology” del Berlino nel 1972, con la musica di Sylvano Bussotti “sonificata” da un quintetto. 
Aprono il programma i “5 Videogiornali della sestina musicale 91”, videoclip realizzati nel 1991 per la Sezione Musica della Biennale di Venezia dove il compositore dialoga con Maurizio Costanzo, Alvaro Restrepo, Patty Pravo, Moira Orfei e Moana Pozzi. 

Giovedì 23, per il Florence Queer Festival (alla Compagnia, ore 18), viene proiettato il film “Bussotti par lui même” (1975), realizzato da Carlo Piccardi per la Televisione della Svizzera Italiana, con il compositore. Rocco Quaglia sarà in sala per una breve introduzione con Luca Scarlini e Bruno Casini. 

Sabato 25 al Teatro del Maggio alle 17.30 viene presentato il libro di Renzo Cresti “Sylvano Bussotti e l’opera geniale”, tipi di Maschietto Editore. Dove si parla anche dei suoi incontri con personaggi come Alberto Arbasino, Aldo Braibanti, John Cage, Carmelo Bene, Umberto Eco e Pier Paolo Pasolini, un suo inedito, sue partiture e un cd. Il giornalista Gabriele Rizza ne parla con l’autore, Quaglia e Vincenzo Saldarelli, che eseguirà “Ultima rara (pop song)”. Il Maggio esporrà bozzetti e figurini realizzati da Bussotti.

Infine, al Museo Marino Marini (ore 20.15) si terrà “Ermafrodito”, concerto-coreografia narrato da Luca Scarlini con la musica di Sylvano Bussotti (Ermafrodito Gran Fantasia mitologica per chitarra, 1997). È una scrittura per chitarra e danza intorno a una figura centrale dell’immaginario di Sylvano Bussotti, cantore di un mondo queer di desideri, epifanie e fantasmi. Suona Alberto Mesirca, danza Luisa Cortesi.

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