A Barcellona si è tenuto un concerto dal vivo, il primo dei tempi del Covid

A Barcellona, nel palazzetto di Sant Jordi, si è tenuto il primo grande concerto dall’inizio della pandemia in Spagna. Ad esibirsi davanti a ben cinquemila spettatori è stata la band pop-rock dei Love of Lesbians

Il concerto

Il concerto

Giuseppe Costigliola 31 marzo 2021

Ormai lo abbiamo capito tutti: col Covid dovremo convivere a lungo. Inutile illudersi, la realtà è questa, dovremo cambiare abitudini e stili di vita. Il mondo della cultura e dello spettacolo, duramente colpito dalla pandemia, è stato tra i primi settori a rendersi conto di questa triste realtà, e da tempo sta riflettendo su come ripartire, in attesa di politiche illuminate che possano dare una mano concreta.

E c’è chi alle riflessioni ha fatto seguire un esperimento: a Barcellona è stato addirittura organizzato un Festival, dal nome emblematico: “Festival per la Cultura sicura”. Ad aprire la kermesse è stato un evento musicale: nel palazzetto di Sant Jordi si è tenuto il primo grande concerto dall’inizio della pandemia in Spagna. Ad esibirsi davanti a ben cinquemila spettatori (anche se il palazzetto ne può contenere 24.000) è stata la band pop-rock dei Love of Lesbians, catalani doc.

Voleva essere ed è stato una sorta di grande esperimento, promosso dalle istituzioni culturali catalane, per rispondere alla cruciale domanda: è possibile organizzare concerti dal vivo nell’era della pandemia? Si possono tenere eventi di questo tipo, che raccolgono migliaia di persone, senza mettere in pericolo la salute delle persone?

Jordi Herreruela e Ventura Barba, due degli organizzatori del concerto, non hanno dubbi in merito: secondo loro il pubblico era “più sicuro dentro [al palazzetto] che fuori, passeggiando per strada o tra i tavoli esterni di un bar”. E non c’era il distanziamento fisico: gli unici obblighi per poter assistere era l’aver fatto un test antigenico nella stessa giornata, e indossare la mascherina. Però era stato chiesto di non partecipare a persone con disfunzioni cardiache o affetti da cancro, e a coloro nelle ultime settimane erano venuti in contatto con qualcuno infettato dal Covid. Chi si è assicurato il biglietto ha potuto scegliere fra tre luoghi in cui eseguire il test rapido, nella stessa giornata del concerto: se negativo, ha ricevuto un codice sul cellulare che ha convalidato il biglietto, il cui prezzo era compreso fra i 23 e i 28 euro, e includeva il costo del test e di mascherine di qualità, il cui uso era obbligatorio ovunque tranne nelle aree di ristoro.

Quello di Barcellona non è stato il primo esperimento del genere, in Europa. Pioniere in tal senso fu un evento tenutosi lo scorso dicembre, sempre nella città catalana, in un locale divenuto celebre, l’Apolo: vi parteciparono 463 persone che si erano sottoposte a tampone rapido, e che indossavano mascherine FFp2, e senza l’obbligo del distanziamento. Per la cronaca, non vi furono contagiati.
Lo scorso 20 marzo in Olanda l’esperimento è stato bissato: proprio come in Spagna, governo e operatori musicali hanno permesso l’organizzazione del festival Lowlands di Biddinghuizen, che si tiene ogni anno e che raccoglie una media di 50 mila spettatori. Questa sorta di “miracolo” è stato reso possibile grazie al tracciamento e ai tamponi antigenici, cui bisognava sottoporsi entro 48 ore dal concerto, mentre il giorno stesso sono stati effettuati altri tamponi a campione. Una volta affluiti dentro l’area concerti, gli spettatori sono stati divisi in tre grossi gruppi, e, dopo aver scaricato un’apposita applicazione in grado di tracciare e monitorare i movimenti e i contatti, tutti hanno indossato un localizzatore.

Tornando al concerto dei Love of Lesbians, come nella migliore tradizione – e come ai bei tempi pre-Covid – gli spettatori hanno gioiosamente cantato e ballato, dando seguito alle parole con cui li ha accolti Santi Balmes, il vocalist della band: “Benvenuti a uno dei concerti più emozionanti della nostra vita”. E, a consuntivo della serata, sempre riferito al pubblico: “Sono stati meravigliosi ed educati, è andato tutto bene”.

Insomma, per gli organizzatori e gli artisti che si sono esibiti l’esperimento è stato un successo e, visti anche i risultati dell’evento olandese, forse si è davvero accesa una luce di speranza per il futuro del mondo dello spettacolo.