Dalla Rai al Maggio alla Fenice, le orchestre tornano a suonare dal vivo

La sinfonica Rai a Torino con Gatti e Luisi, il Maggio fiorentino con Mehta e Gatti, mentre il teatro veneziano ha reinventato la sala

Daniele Gatti.  © Orchestra Rai PiùLuce 2020

Daniele Gatti. © Orchestra Rai PiùLuce 2020

GdS 17 giugno 2020
Non è come prima ma almeno si suona dal vivo davanti a spettatori, a numero chiuso. Le orchestre di classica riprendono il cammino, pur in forma necessariamente ridotta almeno nel pubblico. Dal Maggio Musicale Fiorentino all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai con sede a Torino alla Fenice a Venezia, ricominciano i concerti con persone che ascoltano il suono nello stesso ambiente di chi suona.

A Firenze Zubin Mehta, direttore principale del Maggio dal 1986, dal 2006 direttore onorario a vita, che il 6 ottobre festeggerà i cinquant’anni di collaborazione con il teatro fiorentino e con la città, dove è amatissimo, dirige sei concerti (17, 20, 23, 30 giugno, 3 e 7 luglio): con le sinfonie 3, 4, 5, 6, 8, 9 il maestro di origini indiane inizia l’integrale delle sinfonie di Franz Schubert che completerà in autunno mentre nelle altre parti dei programmi esegue il repertorio viennese da Haydn e Mozart, a Webern e Berg passando ovviamente per Schubert. Tra i solisti che accompagnano Mehta e orchestra il suo collega e amico e pianista Daniel Barenboim, il 23 giugno nel terzo concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven, e il violinista Leonidas Kavakos in Berg, oggi 17 giugno. Il 27 giugno il concerto è invece affidato da Daniele Gatti che affronta due sinfonie di Haydn e i ballabili dal terzo atto da Orfeo ed Euridice di Gluck.
Orchestra e coro suonano e cantano con distanze e misure di sicurezza. I posti al chiuso ammessi per gli spettacoli sono 200 in platea e distanziati (prezzo 100 euro). I concerti vengono trasmessi in diretta streaming sulla piattaforma Idagio, con biglietti in vendita sulla piattaforma a 9.90 euro e possibilità di vedere e ascoltare lo spettacolo per 24 ore a partire dall’inizio in diretta. Tutti i concerti sono programmati per le 20.

Il sito del Maggio musicale fiorentino

A Torino l’Orchestra sinfonica della Rai riprende i concerti all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” da domani 18 giugno al 30 luglio. Tre concerti vengono diretti da Daniele Gatti (il 2 luglio Mozart e Stravinsky, il 9 Richard Strauss e Arnold Schönberg, il 23 Claude Debussy, Henry Dutilleux e Artur Honegger). La serata finale del 30 luglio è affidata a Fabio Luisi che dirigerà musiche di “Šostakovič e Aaron Copland. Gli altri appuntamenti sono con i gruppi da camera dell’Orchestra Rai.
Sono i con i “Concerti per la ripresa”, tutti i giovedì alle 20.30, in diretta su Radio3, in live streaming sul portale di Rai Cultura e su Rai5 che trasmetterà in diretta leggermente sfalsata, alle 21.15, la serata del 9 luglio con Gatti.

Il sito dell’Orchestra sinfonica della Rai

Dal 5 luglio riprende con gli spettacoli dal vivo anche la Fenice di Venezia. Che ha letteralmente, e provvisoriamente, reinventato il teatro per garantire le distanze di sicurezza: vengono eliminate le poltrone in platea dove suonano i professori d’orchestra. Una struttura a piano inclinato arriva a coprire la “buca” classica dell’orchestra dove ci saranno posti per gli spettatori che avranno poltrone a disposizione anche nei palchi. La struttura è stata realizzata dalle maestranze del teatro e avrà la forma di chiglia di una nave in costruzione. Il teatro potrà ospitare in tutto 300-350 mentre i musicisti e i coristi possono arrivare a 60 - 65 artisti tutti compresi.
“La chiave è stata nel non vedere le limitazioni come pura impossibilità – ha detto alla agenzia Ansa Fortunato Ortombina, sovrintendente e direttore artistico - bensì come espedienti per ideare spettacoli con nuove varianti drammaturgiche e poetiche. Insieme alle maestranze, ai laboratori e ai tecnici del Teatro, abbiamo rimodulato completamente lo spazio della platea, della fossa orchestrale e del palcoscenico. Rimosse le poltrone dalla platea, in questo spazio si distribuiranno i musicisti, mentre un'installazione permanente, un piano inclinato, coprirà la buca dell'orchestra rialzandola e collegandola al palcoscenico, dove potranno essere ricavati posti a sedere a debita distanza l'uno dall'altro. Sarà una sorta di chiglia in legno di una nave in via di costruzione (e con settanta persone sedute in prua): un'immagine che non vuole ricordare l'idea di un naufragio, quanto piuttosto quella di un'arca che ci traghetterà tutti in avanti, in un mondo nuovo. Una cosa è certa: resterà pur sempre la sala più bella del mondo”.

Il sito della Fenice