Peter Gabriel: «L’Italia ci dette lavoro». Lettera con film per la lotta al Coronavirus

Disponibile gratis il live di Verona del 2010 per fare donazioni. «I tour più caotici e migliori erano nel vostro Paese». Il testo integrale e il link

Peter Gabriel all’Arena di Verona nel 2010. Foto dal video, fonte petergabriel.com

Peter Gabriel all’Arena di Verona nel 2010. Foto dal video, fonte petergabriel.com

GdS 14 aprile 2020
Peter Gabriel ha pubblicato gratuitamente su canale video della sua etichetta Real World due docufilm sul suo concerto all’Arena di Verona del 26 settembre 2010 e ha scritto una lettera aperta, in inglese e in italiano, dove invita tutti a fare donazioni alla Protezione Civile, alla Croce rossa italiana oppure ad associazioni o enti locali impegnati nella lotta al Coronavirus. «Sono quasi 50 anni che amo l’Italia: la gente, la cultura, il cibo, la storia e più recentemente la Sardegna», esordisce il cantante, compositore e produttore discografico britannico, voce dei Genesis fino al 1975 e poi solista, tra i primi esploratori della “etno music” e degli artisti da Africa, Asia, Americhe e Oceania.

Clicca qui per il link ai filmati

«L’Italia ci diede lavoro quando non ce n’era», scrive Peter Gabriel parlando della prima metà degli anni ’70, quando la nostra penisola riconobbe e apprezzò con più intensità della loro madrepatria il talento immaginifico e l’opera dei Genesis, esponenti di punta del rock progressive. «Sono quasi 50 anni che amo l’Italia: la gente, la cultura, il mangiare, la storia e più recentemente la Sardegna. L’Italia ci diede lavoro quando non ce n’era. In particolare durante le estati degli anni ’70, quando si riusciva sempre a trovare da suonare. Le tournée migliori e più caotiche erano quelle in cui si attraversava tutto il paese in auto per fare un miscuglio di concerti fantastici, dalle discoteche litoranee ai campi di calcio in montagna.
Sia la musica dei Genesis che la mia trovarono un pubblico meraviglioso e appassionato che cantava i nostri pezzi durante i concerti. Quando dovevamo registrare un album dal vivo, sempre come prima cosa chiedevo se fosse possibile farlo in Italia». Anche dopo la separazione tra Peter Gabriel e gli altri membri di allora, Phil Collins, Steve Hackett, Mike Rutheford e Tony Banks, sia il cantante sia il gruppo hanno sempre avuto un’accoglienza calorosa nel nostro paese. Sull’oggi il cantante commenta: «Parlo poco italiano, non benissimo, ma abbastanza per farmi sentire a casa. Come famiglia, siamo rimasti profondamente scossi dai bollettini quotidiani di tante persone scomparse e tanta sofferenza portata da questo virus brutale».

Sui filmati, ideati anche a supporto all’album New Blood, il musicista annota: « Dieci anni fa, chiesi a mia figlia Anna di filmare il concerto che volevamo portare con un’orchestra all’Arena di Verona, un ambiente unico dove potersi esibire. Nonostante un forte raffreddore mi impedì di raggiungere le note come avrei voluto, Anna, assieme al suo collaboratore Andrew Gaston ed il loro team, fecero un lavoro eccellente e catturarono una serata veramente speciale.
Le riprese di Anna non sono state viste da un pubblico abbastanza ampio. Ora che in molti siamo in isolamento a casa, vorremmo diffonderle sul canale Vimeo di Real World per chi fosse interessato, con la mia unica richiesta che consideriate di fare una donazione ad una di queste organizzazioni che combattono il virus».

Oggi 70enne, Peter Gabriel a maggio sbarcherà su Spotifiy ed è sempre stato curioso verso le nuove tecnologie. Conclude così la sua lettera: «Abbiamo nel cuore tutti i nostri amici, fans e tutti coloro che sono stati colpiti in un modo o nell’altro dal virus, in Italia e nel mondo. Siamo anche preoccupati che nel Regno Unito vi stiamo seguendo a poca distanza.Non vediamo l’ora di incontrarvi tutti nuovamente non appena questo genio cattivo è ritornato nella lampada. Buona visione e “andrà tutto bene”».