Stroncato dal Coronavirus Manu Dibango, genio della musica africana, jazz e funky

Inventore del “Soul Makossa”, il compositore, sassofonista e cantante mescolava con vitalità più forme musicali. Aveva suonato anche con Jovanotti e Avitabile

Manu Dibango

Manu Dibango

GdS 24 marzo 2020

Stroncato a 86 anni dal Coronavirus Manu Dibango, compositore, sassofonista e cantante camerunese di stanza in Francia e autore di musiche tra le più vitali e travolgenti del secondo ‘900. È morto a Parigi un autore capace di fondere afro funk, jazz e ritmi della sua terra innervandoli talvolta con potenti influssi latino americani: aveva creato  il genere del Soul Makossa. Uno degli alfieri più potenti a livello internazionale della cosiddetta “World Music”, emerso negli anni 70, Dibango aveva collaborato, in Italia, con Jovanotti nel'albm "Lorenzo 2015 CC" e con Enzo Avitabile e i suoi Bottari.


I familiari hanno scritto stamani su Twitter: “Cari parenti, cari amici, cari fan, una voce si alza da lontano, è  con profonda tristezza che vi annunciamo la scomparsa di Manu Dibango, il nostro Papy Groove, avvenuta il 24 marzo all'età di 86 anni, a causa del covid19”. Manu Dibango era ricoverato dalla scorsa settimana in un ospedale perché positivo al test per il coronavirus.






Ecco cosa ha scritto Jovanotti su Instagram: "Manu Dibango il ‘Leone del Camerun' se l’è portato via il covid-19 ieri a Parigi, dove mi regalò una giornata in studio di registrazione e la sua arte colta e potente. Una storia bellissima la sua, e una musica che io amo e mi ha fatto sempre viaggiare. Quest’uomo si è inventato la ‘disco' (SOUL MAKOSSA è considerato da molti il primissimo pezzo ‘dance' della storia) e ha allargato gli orizzonti del sound e quindi del mondo".

"Purtroppo il mio grande amico Manu Dibango si é spento stamane a causa di questo maledetto C19. Quanti concerti insieme, quanti ricordi. Sono addolorato! ❣️e. #blacktarantella", ha scritto invece Enzo Avitabile.

Manu Dibango aveva lavorato tra i tanti con Peter Gabriel, esploratore tra i più intelligenti (e prima di quasi tutti gli occidentali) di musiche africane, e con popstar come Michael Jackson e Rihanna.